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Notizie sociali e civili del Mugello nell’800

Notizie sociali e civili del Mugello nell'800

Tratte dal diario manoscritto di Pio Chini (n.1839- m.1910).

 Terza parte: anno 1845. Mi ricordo nell’anno 1845 di essere stato alla scuola comunale e di aver scritto sulla lavagna i fuscelli (nota aggiuntiva: Il Chini non menziona dove era la scuola a Borgo San Lorenzo nel 1845, ma secondo i dati era nel palazzo Peratoner, attuale piazza Gramsci). Allora si ammettevano i maestri a volontà  e non ci volevano tante scappellature (sic!!) per andare alla scuola. Maestro di lingua latina era il sacerdote Don Luigi Gherardi (nota aggiuntiva: questo sacerdote era della famiglia dell’indimenticabile Patrizia Gherardi già assessore alla Cultura del comune di Borgo San Lorenzo recentemente scomparsa), e il nostro sottomaestro era il sacerdote don Giuseppe Paoli detto “beccaccino”. Voglio ricordare che allora era tutto gratis, carta, libri, penne, inchiostro  e si cantava dei cori che era un piacere sentirli. In questo anno 1845 nell’ottobre venne di nuovo il Granduca  dalla Villa di Cafaggiolo e il maestro lo fece venire alla scuola  e gli dette il suo posto e a uno per volta ci fece leggere e ci lodò e ci disse a ciascuno di noi, buono bambino, buono bambino e per ordine dello stesso Granduca ci fece fare dei vestitini di vergatino chiaro e si rinnovarono per la festa di San Luigi, il santo dei bambini.

Foto: Borgo San Lorenzo; piazza Gramsci con sullo sfondo l’ottocentesco Palazzo Peratoner.

ANEDDOTI E NOTIZIOLE DI PERSONAGGI MUGELLANI

Fortunato Verdi e Balilla – Anno 1950 ca.   Fortunato Verdi noto commerciante di vino a Zeti (piazza del Mercato, angolo via degli Argini), aveva come inquilino Balilla Lombardi il barbiere con bottega proprio sotto la Torre civica dell’Orologio. Il Verdi disse un giorno al barbiere “senti Balilla, non mi pagare l’affitto fai i capelli ai miei figlioli!”. Balilla annuì volentieri a questa proposta, ma dopo qualche anno con i tre figli avuti dalla prima moglie iniziarono a nascere e crescere i figli della seconda moglie; prima tre, poi quattro, cinque, sei, sette, otto, nove ….. e alla fine il buon Balilla chiamò il Verdi e gli disse: “Dà retta Fortunato, abbi tanta pazienza, ma e preferisco ricominciare a pagare l’affitto….!”.

 Foto: Borgo San Lorenzo; la vecchia bottega di Balilla Lombardi sotto la Torre civica dell’Orologio

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