Tratte dal diario manoscritto di Pio Chini (n.1839- m.1910).
Seconda parte: anno 1844: Qui ora non mi ricordo altro che quando venne l’inondazione del 1844. La notte mi destai e sentii urlare mio padre Pietro Alessio Chini (nota aggiuntiva: il padre di Pio, Pietro Alessio Chini, 1800/1876, era il capostipite di questa grande famiglia, che fra ‘800 e ‘900 farà la storia artistica e culturale del Mugello), che disse la Sieve a dato fuori, i contadini portano via le bestie e le botteghe erano inondate. E’ una gran piena, ma come arrivasse quassù ce ne vuole (nota aggiuntiva: la famiglia Chini al tempo della grande alluvione abitava nell’attuale piazzale Curtatone e Montanara nella casa fra gli uffici ACI e una Armeria). Ecco poi io non ricordo della sgomberatura (cambio di abitazione), ne quando mi ritrovai nella casa nuova: era quella di proprietà di “bilancino” ossia il Giovannini di Vicchio vicina al Santuario del Crocifisso, che ora è stata restaurata dal Lavacchini il giovane detto “randellino”. In quanto alla piena deve essere stata terribile perché venne di notte e senza luna. Tutti fuori con le torce al vento e si andò a dormire sull’aia del contadino detto il “duri” (era la famiglia Landini all’epoca contadini del conte Francesco Pecori Giraldi). Ma dopo mi ricordo che si andò a vedere i muri rovinati nell’orto di “rolo” , quello del Benvenuti e altri e…sentii dire che poco dopo vennero de Signori da Firenze e con loro anco il Granduca Leopoldo per vedere il danno che aveva fatto l’acqua, cosicché fu a quanto dicono una gran piena e fu nell’ottobre del 1844. (seconda parte – segue)
Nella foto (in alto): Una immagine dell’alluvione del 4 novembre 1966 che colpì Borgo San Lorenzo. Le acque della Sieve hanno invaso via Brocchi.
(Foto Tassini. Archivio A.Giovannini)






