Mentre sul web di tutto il mondo impazzano le “necknominations” (o “neknominations”), il nuovo preoccupante gioco alcolico proveniente dall’Australia, l’Italia si inventa ben due divertenti risposte al trend australiano: invitare gli amici a cantare canzoni o a leggere citazioni di libri.
“Ma è solo un bicchiere di vino, lo si fa per divertimento”, “La cosa è stata ingigantita, è solo un gioco tra amici, in compagnia”, i giovani sminuiscono così le preoccupazioni sorte un po’ in tutta Europa, ma i dati si fanno preoccupanti: si registrano addirittura morti per abuso smodato di alcool causato dalle nominations.
E allora, invece di limitarsi ad accusare e demonizzare il gioco, perché non trasformarlo in qualcosa di innocuo, e persino più divertente?
La prima alternativa sono le “cantanominations”. Ne avevamo già parlato, stanno spopolando in Mugello. Nascono dall’idea di Enrico, uno studente di Reggio, che ha ironicamente sfruttato il nome originario, modificandolo in “Nek nomination” e invitando gli amici a interpretare le canzoni di Nek, nome d’arte del celebre cantante Filippo Neviani: l’invenzione è piaciuta subito, tanto che è stata rilanciata dal Trio Medusa di Radio Deejay, da numerosi altri speakers e dallo stesso Nek, che le hanno permesso di diffondersi rapidamente in tutta Italia.
C’è poi Diego, un ragazzo di Cento, che ha deciso di combattere l’alcool e gli abusi “a colpi di cultura” ed ha invitato i suoi amici a condividere i versi dei propri autori e libri preferiti. Il gioco si chiama “Book nomination” e ha trovato la diffusione e la fortuna del predecessore, arrivando in pochi giorni fino alla Spagna e l’America.
Una bella vittoria quindi per i ragazzi italiani, protagonisti di questa positiva inversione di tendenza.











