Come gia’ precedentemente scritto nella nostra rubrica dedicata al Mostro di Firenze, potrebbe essere chiesta la riapertura delle indagini su alcuni elementi rinvenuti dai legali di parte civile. A questo proposito abbiamo intervistato la dott.ssa Marina Baldi che ha esaminato la perizia genetica disposta recentemente del Magistrato al perito Ugo Ricci.








Un Dna di saliva rinvenuto sulle tre buste di minaccia ai magistrati, portate presumibilmente a mano nell’ottobre del 1985 presso la Procura, e forse un Identikit già presente negli archivi sovrapponibile alla persona notata all’epoca dei fatti prima del delitto di Vicchio. Alto robusto, viso tondo e con i capelli castano rossicci, notato da un testimone nei pressi della piazzola degli Scopeti il 6 settembre 1985. Il Dna isolato e già confrontato con i “vecchi” sospettati, potrebbe esser utile per nuove indagini, visto che tre degli otto duplici omicidi, sono rimasti senza colpevole.












