Dalle carte dell'ultima inchiesta, una persona, nemmeno risentita nell'ultima indagine sul "mostro" e appena archiviata, già nel 1981 poi nel 1982 attirò volutamente l’attenzione degli inquirenti e riferì su varie circostanze e vari fatti riconducibili a un contesto e a una persona.
Un 'altra testimone, in tempi recenti, (anche lei mai risentita dagli inquirenti) a conoscenza dei fatti riferiti da questo testimone, racconta nel dettaglio eventi riconducibili a un medesimo soggetto.
Risulta documentato, che questa testimone abbia ricevuto delle confidenze precise già nei primissimi anni 90. Dalle dichiarazioni di questa persona, assai particolare e legata a certi ambienti criminali, emerge che, il mostro era personaggio che indossava pseudo-divise militari e che aveva molte munizioni calibro 22 della stessa tipologia usata negli omicidi.
Nel delitto dell'ottobre del 1981 furono rinvenute delle impronte di anfibi militari dei paracadutisti dell'esercito di terra francese. Foto riportate alla luce dal lavoro della PG e poi analizzate da consulenti delle parti civili con esiti molto interessanti, ma anch’ esse neanche considerate nell'ultima indagine del Dr. Luca Turco. Forse sarebbe bastato analizzare foto con l’aiuto di un tecnico o reperti d'indagati per avere o non avere conferme sulla utilità probante o indiziaria di quell’orma.
Insomma due testimonianze, forse decisive, di persone che non risulta siano state "sentite" dagli attuali inquirenti, un reperto nemmeno preso in considerazione.
Tuttavia, secondo il GIP che ha emesso l 'ordinanza, che archivia la vicenda-mostro, questo personaggio avrebbe indicato “il mostro" connesso ad ambienti del sisde e ad ambienti ruotanti intorno ad una villa. Sembra invece che di dette risultanze/affermazioni non ci sia traccia documentale, in nessun atto dell' inchiesta, ne nei precedenti fascicoli che in quelli ultimi.
Ci si chiede, allora, da dove provengano certe affermazioni?
Si fa, dunque, sempre più nebulosa, la vicenda giudiziaria più longeva della cronaca nera e giudiziaria italiana. Mentre tutto rimane nel più paradossale degli standby e ci si chiede, invece, come e se la Procura di Firenze intenda proseguire l'indagine o abbandonare definitivamente il caso, lasciando nel dimenticatoio una vicenda che vede ancora una delle parti civili a chiedere giustizia.
Non ultima, la revoca e il diniego del Pm dell'inchiesta all'avvocato della sorella di Carmela De Nuccio, vittima del delitto del Giugno del 1981. Duplice omicidio che, come quello dell’ottobre dello stesso anno e quello del settembre del 1974, rimane senza alcun colpevole.








