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Medici e insegnanti in Mugello: fino a 2.500 euro l’anno di sconto fiscale per chi prende casa vicino al lavoro

Nei comuni montani del Mugello, medici, infermieri, insegnanti e personale scolastico che accetteranno di lavorare in strutture sanitarie e scuole di montagna potranno contare su un credito d’imposta per affitto e mutuo.

È una misura prevista dalla legge nazionale sulla montagna, pensata per alleggerire il peso di trasferimenti e incarichi in territori dove, da anni, coprire ambulatori e cattedre è tutt’altro che semplice.

A Marradi, Palazzuolo sul Senio e nelle frazioni più alte di Firenzuola, il problema si conosce bene. Quando un medico di famiglia va in pensione, trovare chi lo sostituisca può richiedere mesi. Nelle scuole di montagna succede qualcosa di simile: cattedre affidate a supplenze brevi, incarichi provvisori, rientri e nuove assegnazioni. La continuità, spesso, resta appesa a un filo.

Il punto, spiegano da tempo amministratori locali e famiglie, non è solo la distanza da Firenze o dai centri più grandi. C’è anche un costo molto concreto: pagare un affitto nel Mugello mantenendo magari una casa altrove, oppure fare ogni giorno strade di crinale, con tempi lunghi e spese di carburante. “Chi arriva, appena può, chiede di avvicinarsi a casa”: nei piccoli comuni è una frase che si sente ripetere da anni.

La legge 12 settembre 2025, n. 131, dedicata al riconoscimento e alla promozione delle zone montane, prova a intervenire proprio qui. Non risolve tutto, ma introduce un aiuto fiscale per rendere meno pesante restare a lavorare in sanità, assistenza e scuola nei territori montani.

Affitto e mutuo: quanto pesa il nuovo credito d’imposta

Il nuovo credito d’imposta copre il 60% del canone annuo di affitto, fino a un massimo di 2.500 euro. Vale per chi prende casa nel comune in cui lavora o in un comune confinante. Una scelta pensata per zone dove gli alloggi non sono molti e spesso si trovano in frazioni diverse rispetto alla sede di servizio.

Professionista con camice bianco cammina verso un edificio in un paese di montagna, con strada bagnata e nebbia
Una lavoratrice raggiunge un servizio pubblico in un paese di montagna, simbolo delle difficoltà di sanità e scuola nel Mugello.

Lo stesso vale per chi compra casa con un mutuo: il credito viene calcolato sul 60% della rata annuale, sempre con il tetto di 2.500 euro. Un esempio chiarisce il meccanismo. Un’infermiera impiegata all’ospedale di Borgo San Lorenzo che affitta un appartamento a 500 euro al mese spende 6.000 euro l’anno: il 60% sarebbe 3.600 euro, ma l’aiuto si ferma al limite fissato dalla legge.

Con un canone più basso, ad esempio 300 euro al mese, il credito sarebbe invece di 2.160 euro, quindi sotto la soglia massima. La norma prevede anche una maggiorazione fino al 75% e a 3.500 euro nei comuni montani sotto i 5.000 abitanti dove sia presente una minoranza linguistica storica riconosciuta. Un caso che riguarda soprattutto alcune aree alpine e del Sud, non il Mugello.

Sanità, scuola e servizi convenzionati: chi può fare domanda

L’articolo 6 della legge riguarda il personale in servizio nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali di montagna. Sono compresi anche i medici di assistenza primaria, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, i veterinari e altri professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Per il personale sanitario la misura è già utilizzabile: il credito relativo al 2025 dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi 2026, nel quadro dedicato ai crediti d’imposta.

L’articolo 7 estende lo stesso principio al personale delle scuole di montagna, dagli insegnanti al personale Ata, a patto che l’istituto abbia sede in un comune montano. Se la scuola principale si trova altrove ma ha un plesso in montagna, il beneficio spetta solo a chi lavora in quel plesso. Un dettaglio importante per territori come l’Alto Mugello, dove gli edifici scolastici seguono spesso la geografia delle frazioni. Attenzione però: il credito non si può sommare a tutto.

La legge esclude il cumulo con la detrazione ordinaria degli interessi sul mutuo prima casa, con altri bonus affitto e con il nuovo credito per gli under 41 che acquistano casa in montagna. Prima di scegliere quale agevolazione usare, servirà quindi un passaggio con un Caf o con il proprio commercialista.

Graduatorie, fondi limitati e il dubbio: basterà davvero?

Per la scuola arriva anche un altro strumento: un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie provinciali per le supplenze per docenti e personale Ata che abbiano lavorato in una scuola di montagna per almeno 180 giorni nell’anno scolastico, di cui almeno 120 di attività didattica. Un ulteriore punteggio è previsto per chi ha insegnato nelle pluriclassi della primaria, realtà ancora presente in alcune zone interne e in alcune frazioni dell’Alto Mugello.

L’entità precisa del punteggio sarà fissata da un decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Fino ad allora, una parte della partita resta aperta sul piano amministrativo. C’è poi il limite delle risorse: 20 milioni di euro l’anno per ciascuna delle due misure, una per la sanità e una per la scuola.

Se le domande supereranno i fondi disponibili, gli importi potranno essere ridotti. Resta la domanda più concreta, quella che interessa sindaci, famiglie e operatori: basteranno 2.500 euro l’anno per convincere un giovane medico, un’infermiera o un insegnante a fermarsi in montagna? Da soli, probabilmente no. Ma per chi deve decidere se accettare un incarico a Marradi, Palazzuolo o Firenzuola, quel margine può contare. Nei prossimi mesi si capirà quanti lavoratori del Mugello montano sceglieranno davvero di fare domanda.

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