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Maxi bonus 70.000 euro, lo Stato lancia la bomba: la lunga lista dei beneficiari

La misura, che si inserisce nell’ambito del Fondo per lo Studio gestito da CONSAPChi può accedere al prestito d’onore e quali sono i nuovi importi (www.okmugello.it)

Con l’entrata in vigore di una nuova riforma, lo Stato italiano ha introdotto novità sostanziali per sostenere i giovani e le famiglie.

La misura, che si inserisce nell’ambito del Fondo per lo Studio gestito da CONSAP, mira a facilitare l’accesso al credito per studenti senza richiedere garanzie personali o familiari, grazie a un sistema di garanzia statale fino al 70% dell’importo finanziato.

Il finanziamento si rivolge a studenti con età compresa tra i 18 e i 40 anni che siano regolarmente iscritti a corsi universitari o specialistici riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), sia in Italia sia all’estero. Tra i percorsi ammessi sono inclusi: corsi di laurea triennale e magistrale, corsi AFAM di primo e secondo livello, master universitari o AFAM, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, corsi di lingue di durata almeno semestrale con certificazioni riconosciute e percorsi ITS Academy accreditati.

Per poter beneficiare del prestito, gli studenti devono inoltre essere in regola con il pagamento delle tasse universitarie e dimostrare un livello di merito minimo. Ad esempio, per l’accesso a corsi di laurea triennale è richiesto un voto di diploma superiore pari almeno a 75/100, mentre per master e scuole di specializzazione è necessario un voto di laurea minimo di 100/110.

Una delle novità più rilevanti introdotte nel 2026 riguarda l’aumento degli importi finanziabili: fino a 50mila euro per corsi svolti in Italia e fino a 70mila euro per percorsi all’estero riconosciuti dal MUR. L’erogazione del prestito non avviene più in un’unica soluzione, ma in tranches annuali massime da 15mila euro, commisurate agli anni residui di corso. La prima tranche viene erogata subito dopo la concessione del finanziamento, mentre le successive sono subordinate alla verifica del merito accademico, con lo studente che deve dimostrare l’iscrizione regolare e il superamento di almeno la metà degli esami previsti.

Procedura di accesso, garanzie e gestione del rimborso

Il meccanismo di accesso è stato uniformato a livello nazionale, con una procedura centralizzata attraverso la piattaforma digitale CONSAP. Gli studenti interessati devono registrarsi utilizzando SPID o CIE e compilare la domanda online, inserendo i dati necessari per la verifica dei requisiti quali età, titolo di studio, votazioni e iscrizione. CONSAP ha il compito di validare entro cinque giorni la richiesta e di comunicare l’esito.

Solo dopo l’esito positivo della verifica, lo studente può rivolgersi a una banca convenzionata per presentare la richiesta di prestito. La banca, pur non potendo chiedere ulteriori garanzie, mantiene il diritto di valutare il merito creditizio e decidere se concedere il finanziamento. Una volta approvato, la garanzia statale viene attivata da CONSAP al momento dell’erogazione della prima tranche.

Il piano di ammortamento prevede la restituzione del prestito in un periodo variabile tra 3 e 15 anni. Il rimborso non può iniziare prima di 30 mesi dal versamento dell’ultima tranche, con l’obiettivo di concedere allo studente un tempo adeguato per completare gli studi e inserirsi nel mondo del lavoro.

Il decreto disciplina anche in modo dettagliato le procedure per il recupero del credito in caso di inadempienza.

Conseguenze in caso di mancato rimborso e ruolo dello Stato(www.okmugello.it)

Il decreto disciplina anche in modo dettagliato le procedure per il recupero del credito in caso di inadempienza. Alla prima rata non saldata, la banca invia una diffida formale tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento e informa CONSAP. A questo punto si aprono due periodi consecutivi di 90 giorni lavorativi: nei primi 90 giorni lo studente può regolarizzare la posizione, mentre nei successivi 90 giorni la banca deve attivare la garanzia statale, altrimenti la perde.

Qualora la garanzia venga escussa, lo Stato corrisponde la somma dovuta alla banca e subentra nei suoi diritti di credito. Ciò significa che il recupero del debito sarà perseguito direttamente dallo Stato tramite strumenti di riscossione coattiva, quali iscrizione a ruolo e intervento dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Il debito dunque non viene cancellato, ma si trasforma in un debito fiscale che può comportare ulteriori conseguenze per il debitore.

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