L’Italia si è ripresa tutto, con gli interessi. Dal 2023 in poi la curva è stata tutta in salita e non possiamo parlare di ritorno alla normalità perché i flussi turistici e il traffico aereo hanno ben superato i numeri pre-pandemia.
Negli scali italiani il fermento è palpabile e la logistica deve correre per stare al passo con passeggeri sempre più esigenti che cercano soluzioni rapide, come le prenotazioni su Parkos BLQ per gestire la sosta prima di un volo internazionale.
La spinta dei grandi hub e il caso Bologna
Non sono solo Roma e Milano a trainare il settore. Il fermento tocca ogni nodo nevralgico della penisola, con aeroporti che registrano picchi di traffico mai visti prima. Prendiamo l’esempio del Marconi: chi si muove dall’Emilia sa bene che trovare un posto al parcheggio p4 aeroporto Bologna è diventata un’operazione da pianificare con anticipo ma assolutamente competitiva e ben collegata, riflettendo quel dinamismo che sta trasformando anche gli scali medi in hub fondamentali per il turismo straniero.
Non è un caso se la Ministra Daniela Santanchè continua a battere il tasto della centralità strategica del settore. Con il vertice mondiale del WTTC(World Travel & Tourism Council) che ha puntato i riflettori su di noi, l’Italia non è più solo la meta del viaggio di nozze o della vacanza estiva, ma un laboratorio a cielo aperto per l’innovazione digitale e la sostenibilità.
O almeno, questa è la direzione impressa, cercando di scollarsi di dosso l’immagine di un Paese che vive solo di rendita sul passato.
Cultura: quando il locale batte il nazionale
Ma dove vanno tutti questi turisti una volta scesi dall’aereo? La risposta è nel portafoglio degli enti locali. Mentre gli stanziamenti nazionali cercano di tenere il passo, le risorse messe in campo da Comuni e Regioni hanno superato la soglia dei 4,5 miliardi di euro. È una cifra impressionante che scavalca l’investimento centrale e dimostra come il territorio abbia capito, forse prima di Roma, che la cultura è l’unico petrolio che non si esaurisce.
Interessante il caso Puglia che continua a macinare record su record guidando il sud; una regione che punta al turismo di lusso e attrae non solo gli italiani ma sempre più stranieri innamorati della cucina, delle location e del mare incantevole.
Oltre i numeri: una sfida di tenuta
I record, non possiamo negare, fanno brillare gli occhi degli analisti ma cos’è davvero straordinario? La gestione dei flussi superiori al 2019 ha messo sotto pressione tantissime infrastrutture che hanno però superato l’ostacolo mostrando la capacità di tenere il polso della situazione.
Dal 2025 in avanti si punta a continuare ad attirare ma soprattutto a gestire con un occhio diretto verso la sostenibilità. Non è un caso che il ministero del turismo stia trovando piani e soluzioni per combattere l’overtourism.
L’innovazione digitale citata nei documenti ufficiali deve tradursi in meno code, flussi più distribuiti e una valorizzazione di quei borghi che finora sono rimasti ai margini dei grandi circuiti. Il sorpasso è avvenuto, la vetta europea è nostra.
Ora la parte difficile: restarci senza indietreggiare.












