WhatsApp è una delle applicazioni di messaggistica più utilizzate, apprezzate e funzionali in senso assoluto. Risulta essere davvero difficile, in questo senso, trovare app di questo livello. Una delle aziende di maggiore valore appartenenti al Gruppo META, conta miliardi di utenti attivi.
Questo significa che è usata praticamente in diverse parti del mondo, a testimonianza dlela sua diffusione e popolarità nel corso degli anni. Questo però non significa che WhatsApp stessa non finisca al centro dell'attenzione per motivazioni non sempre particolarmente positive.
L'antitrust, in effetti, sta proprio indagando su WhatsApp. Ma per quale motivo sarebbe stata presa una decisione di questo genere? Non ci resta altro da fare che approfondire tale questione nelle prossime righe, anche perché WhatsApp come detto è una delle applciazioni di scambio di messaggi più utilizzate in assoluto e – indirettamente – interessa davvero un sacco di persone.
WhatsApp nei guai, Antitrust indaga: ecco perché
La Commissione Europea ha deciso di indagare attraverso un'indagine Antitrust per valutare e considerare la nuova politica di Meta sull'accesso dei fornitori di intelligenza artificiale, assicurandosi che l'app non violi le norme UE riguardanti la concorrenza. Ma di cosa si tratta? In poche parole, la nuova politica vieta ai fornitori di usare strumenti che consentano ad aziende terze di comunicare con i clienti tramite WhatsApp, nel caso in cui l'intelligenza artificiale sia il servizio principale offerto.

Ciò non significa che le società non possano usare strumenti AI per funzioni di secondo piano o supporto, tutavia agire in maniera più diretta non sembra essere possibile (sempre stando a questa politica). Il timore dell'Unione Europea è che questo possa impedire di ampliare l'offerta dei servizi attraverso proprio WhatsApp in Europa, il che andrebbe contro alla volontà dell'UE di evitare concorrenza sleale sul mercato.
Per i nuovi fornitori di intelligenza artificiale, questo aggiornamento è applicato dal 15 ottobre 2025, mentre parte dal 15 gennaio 2026 per quelli già presenti. Ciò potrebbe impedire alle aziende terze di lavorare direttamente con i clienti, in poche parole. Ma cosa rischia Meta? la violazione di norme che vietano l'abuso di posizione dominante sul mercato, quindi tale politica potrebbe risultare essere addirittura invalida, ovviamente dimostrando che la violazione di determinati termini è concreta. Staremo a vedere, dunque, come andrà effettivamente a finire questa storia.












