Pulire le pentole senza rovinarle è possibile: metodi naturali ed efficaci per ogni materiale, dall'acciaio al rame.
Il primo trucco per cucinare bene è usare pentole sempre pulite e ben mantenute. Non si tratta solo di estetica, ma anche di efficienza: i residui di cibo, il grasso cotto e le incrostazioni alterano la distribuzione del calore e compromettono le cotture. È quindi importante lavare correttamente le padelle e teglie dopo ogni utilizzo. Non servono decine di prodotti industriali: bicarbonato, aceto, limone e latte bastano nella maggior parte dei casi. Le cosiddette “soluzioni della nonna”, se applicate con metodo, funzionano davvero e, rispetto ai detergenti chimici, sono più economiche e meno inquinanti. Ma serve anche attenzione quotidiana: un lavaggio errato può rovinare l’acciaio o far scolorire il rame.
Acciaio e bruciature: come rimuovere aloni, incrostazioni e segni ostinati
Le pentole in acciaio inox sono tra le più comuni, ma richiedono una certa cura. Anche se resistenti, soffrono l’uso scorretto di spugne abrasive o detergenti troppo aggressivi. Per l’uso quotidiano basta acqua calda e detersivo, ma quando si formano aloni o macchie bruciate entrano in gioco alcuni rimedi più mirati. L’aceto di vino bianco è tra i più efficaci: grazie alla sua leggera acidità agisce da lucidante e sgrassante. Basta versarne qualche goccia su un panno e strofinare con delicatezza. Oppure, si può realizzare una miscela con tre cucchiai di detersivo, acqua tiepida e aceto, da nebulizzare direttamente sulle superfici.

Se l’interno è molto incrostato, si può anche far bollire direttamente l’aceto nella pentola per qualche minuto, lasciarlo agire e poi rimuovere il tutto con una spugna. Per le bruciature persistenti, il bicarbonato è una risorsa indispensabile. Si versa un cucchiaio in acqua, si porta a bollore per dieci minuti e poi si lascia riposare. I residui si staccano facilmente, specie se si usa una spugnetta morbida. Nei casi più ostinati, si può applicare una pasta densa di bicarbonato e acqua ossigenata da lasciare agire per ore, meglio se tutta la notte. Il risultato? Una superficie liscia, pulita, senza graffi.
Per evitare la formazione di nuove macchie, è importante asciugare subito le pentole dopo il lavaggio. L’acqua lasciata evaporare all’aria può lasciare aloni difficili da rimuovere. E mai usare candeggina o ammoniaca sull’acciaio: ne danneggiano irrimediabilmente la superficie.
Come pulire l’alluminio, il rame e le superfici antiaderenti senza rovinarle
L’alluminio è un materiale delicato, soggetto a ossidazione e macchie scure, specie se lavato in lavastoviglie. Per riportarlo al suo colore originario si può usare latte caldo: una volta raffreddato, lo si strofina con una spugna morbida sulle zone scurite. Anche il limone funziona: basta qualche goccia mescolata ad acqua per ridare luce alle parti esterne e ai coperchi.
Le pentole in rame, invece, richiedono più attenzione. La prima regola è evitare detergenti aggressivi. L’ideale è lasciarle in ammollo in acqua calda e sapone neutro per qualche minuto, poi risciacquarle e asciugarle subito. Per una pulizia più intensa, si può usare succo di limone puro o aceto, da passare con un panno morbido sulla superficie. Alcuni aggiungono sale fino al detersivo per piatti, ottenendo così una miscela lievemente abrasiva ma non dannosa.
Per le superfici antiaderenti, infine, bisogna evitare del tutto le pagliette e gli sfregamenti troppo energici. Un semplice panno morbido, detersivo delicato e acqua calda sono sufficienti. In presenza di incrostazioni leggere, si può usare bicarbonato mescolato ad acqua tiepida, lasciando agire qualche minuto. Lo stesso vale per i coperchi in vetro, che possono essere trattati con aceto per eliminare i segni di calcare. La regola generale è sempre la stessa: mai lasciare asciugare all’aria, e non usare mai detersivi profumati troppo forti, che possono lasciare odori persistenti.
Anche con pochi ingredienti e un po’ di costanza, le pentole tornano come nuove. E il piacere di cucinare, lo sappiamo, parte proprio da strumenti ben tenuti.












