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Le foreste europee si stanno trasformando: perché diventano sempre più chiuse e buie

foreste evoluzioneLe foreste sono sempre più buie (www.okmugello.it)

Le foreste europee stanno subendo quella che possiamo considerare una trasformazione veramente importante: di cosa si tratta.

Le foreste europee sono cambiate molto più di quanto si pensi. Per millenni, l’idea dominante è stata che l’Europa fosse ricoperta da fitte e impenetrabili foreste, un paesaggio selvaggio e primordiale. Tuttavia, un recente studio dell’Università di Aarhus, pubblicato sulla rivista Biological Conservation, sta mettendo in discussione questa visione. I ricercatori hanno analizzato l’evoluzione della vegetazione del continente negli ultimi 23 milioni di anni, scoprendo un quadro ben diverso.

Le foreste non erano così fitte come lo sono adesso: cos’è cambiato da allora

Secondo i ricercatori, l’Europa non era dominata da un’unica e uniforme distesa di foresta. Al contrario, il territorio era un mosaico di ambienti diversi: boschi aperti, praterie, arbusteti e fioriture selvatiche coesistevano in armonia. Questo paesaggio variegato era il risultato dell’azione di grandi erbivori, come elefanti, rinoceronti, bisonti e uri, che vivevano sul continente e impedivano alla vegetazione di crescere in modo troppo denso. Gli erbivori, infatti, erano essenziali per mantenere aperti gli spazi e prevenire l’espansione delle foreste in ambienti più bui e chiusi.

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Come sono cambiate le foreste nel corso degli anni (www.okmugello.it)

Per giungere a queste conclusioni, gli studiosi hanno utilizzato una combinazione di dati paleoecologici: pollini fossili, resti vegetali, tracce di incendi antichi, analisi isotopiche di ossa e denti di animali, fossili di insetti e persino DNA ambientale conservato nei sedimenti. Queste prove hanno permesso di ricostruire in modo dettagliato la vegetazione antica, rivelando come, prima dell’arrivo della nostra moderna idea di foresta, il paesaggio europeo fosse caratterizzato da una varietà ecologica sorprendente.

Le foreste attuali sono sempre più buie: ecco perché

L’evoluzione delle foreste moderne è profondamente diversa. Oggi, molti di questi grandi erbivori sono scomparsi, e la pratica del pascolo su larga scala è ridotta in gran parte d’Europa. Senza questi animali, la vegetazione non viene più controllata, e le foreste si sono sviluppate in modo molto più chiuso e ombroso. Il paesaggio che una volta era aperto e variegato ha ceduto il passo a boschi più uniformi, dove la luce stenta ad arrivare al suolo e la biodiversità risulta limitata.

Questa trasformazione ha implicazioni importanti non solo per il paesaggio, ma anche per la biodiversità. Le moderne foreste, spesso piantate in modo artificiale e uniformi, non offrono lo stesso tipo di habitat eterogeneo che caratterizzava il paesaggio europeo in passato.

Secondo gli autori dello studio, non è detto che piantare foreste dense sia sempre la strategia migliore per favorire la biodiversità e il ripristino ecologico. Al contrario, suggeriscono che la conservazione dovrebbe puntare a ricreare paesaggi più eterogenei, che combinino aree aperte e boschive. L’idea è di ristabilire il giusto equilibrio tra spazi aperti e aree boschive per permettere alla biodiversità di prosperare.

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