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La svolta sul TFR: ecco quando la tua liquidazione finirà all’INPS

Successivamente, la soglia scenderà, estendendo progressivamente l'obbligo ad un numero crescente di aziendeChi è obbligato a versare il tfr all'Inps(www.okmugello.it)

Nel 2026 e nel 2027, i datori di lavoro con almeno 60 dipendenti sono obbligati a versare il Trattamento di Fine Rapporto (Tfr) all’Inps.

Successivamente, la soglia scenderà, estendendo progressivamente l’obbligo ad un numero crescente di aziende, con l’obiettivo di rafforzare la previdenza complementare e ottimizzare la gestione del trattamento di fine rapporto.

La legge di Bilancio 2026 ha segnato un’importante evoluzione nelle modalità di versamento del Tfr al Fondo di Tesoreria Inps, superando la normativa precedente, che nel 2006 fissava una soglia statica di 50 dipendenti. A partire dal 1° gennaio 2026, l’Inps ha aggiornato le regole, introducendo un sistema dinamico che si adatta alla crescita aziendale.

Fino al 2025, l’obbligo di versamento riguardava solo le aziende con almeno 50 dipendenti. Con la nuova legge (n. 199/2025), le aziende con almeno 60 dipendenti sono tenute a versare il Tfr al Fondo di Tesoreria Inps per il biennio 2026-2027. La soglia si abbasserà ulteriormente tra il 2028 e il 2031 a 50 dipendenti, per poi scendere a 40 dipendenti dal 2031 in poi.

Nel caso delle aziende con 50-60 dipendenti che già versavano il Tfr all’Inps, l’obbligo rimane invariato. Pertanto, anche se la nuova soglia di 60 dipendenti diventa obbligatoria dal 2026, le aziende che superano i 50 dipendenti ma non raggiungono i 60 dovranno continuare a versare il Tfr al Fondo di Tesoreria Inps.

Come calcolare la forza aziendale

La forza aziendale è calcolata come una media annuale basata sul numero di dipendenti nell’anno solare precedente. In particolare, vengono conteggiati tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, inclusi part-time, apprendisti e lavoratori intermittenti, ma con il conteggio proporzionato all’orario effettivo rispetto a un contratto a tempo pieno. In questo modo, le aziende che assumono personale in orari ridotti o a tempo parziale non sono penalizzate rispetto a quelle con lavoratori a tempo pieno.

Euro documenti (www.okmugello.it) 2025 08

Il silenzio-accordo sulla destinazione del Tfr (www.okmugello.it)

Una delle principali novità della legge di Bilancio 2026 riguarda il meccanismo di “silenzio-assenso” per la destinazione del Tfr al fondo pensione complementare. A partire dal 1° luglio 2026, tutti i neo-assunti avranno 60 giorni per esprimere la propria volontà sulla destinazione del trattamento. Se il lavoratore non fornirà alcuna indicazione entro il termine stabilito, il Tfr verrà automaticamente destinato alla previdenza complementare. Prima, il lavoratore aveva tempo fino a 180 giorni per decidere.

Questa novità ha l’obiettivo di semplificare e velocizzare la scelta per i lavoratori, indirizzando una parte significativa delle risorse verso la previdenza complementare. A tal proposito, sono stati introdotti due incentivi fiscali: il limite di deducibilità fiscale per i contributi pensionistici è aumentato a 5.300 euro annui, mentre sono stati semplificati i processi per ottenere un anticipo dal fondo pensione per spese come l’acquisto della prima casa o le spese sanitarie.

Dove conviene versare il Tfr: Inps o in azienda?

Il versamento del Tfr all’Inps garantisce maggiore sicurezza, poiché, in caso di fallimento dell’azienda, il trattamento di fine rapporto è protetto. Se il Tfr è stato versato all’Inps, il lavoratore riceve direttamente l’importo senza dover aspettare le lunghe procedure concorsuali. Se, invece, il Tfr è mantenuto in azienda e quest’ultima fallisce, il lavoratore dovrà partecipare alla procedura concorsuale e sperare che l’azienda abbia risorse sufficienti per coprire i propri debiti.

In sintesi, la nuova legge mira a favorire la previdenza complementare, semplificando i meccanismi di adesione e versamento, e assicurando una protezione maggiore per i lavoratori in caso di crisi aziendali. Con l’obbligo di versare il Tfr all’Inps per una parte sempre più ampia delle aziende, e con il silenzio-assenso che accelera i tempi di destinazione del trattamento, le nuove regole sembrano volere incentivare una gestione più sicura e orientata al futuro del risparmio previdenziale dei lavoratori italiani.

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