Magazine

La salsiccia di vitello Mugellano. Novità e tradizione…

La salsiccia di vitello Mugellano. Novità e tradizione...
La salsiccia di vitello

Tebaldo Lorini; una penna che da anni indaga gli aspetti del Mugello attraverso la cucina; e non solo. Nato nel 1943 a Borgo San Lorenzo è prima di tutto un amante del Mugello e della sua terra; che in questi anni ha generosamente raccontato in libri e pubblicazioni.

Oggi la rubrica ‘Ricette (e non solo) dal Mugello’ ospita un suo contenuto originale e inedito, dedicato ad un nuovo prodotto del Mugello, la salsiccia di vitello. Buona lettura e buon appetito:

Nei momenti del passato durante i quali la fame faceva sentire i suoi morsi strazianti, il sogno più comune era quello di riempirsi a crepapelle di maccheroni incaciati e di montagne di salsicce. Maccheroni e salsicce riempivano i sogni e non gli stomaci di quei disperati che per tutta la vita non riuscivano a togliersi la fame d’addosso.

E se le anime anelavano al Paradiso, i corpi bramavano invece il paese di Cuccagna. Più era forte la fame, più si sognava di riempirsi smodatamente. E se con la salsiccia si costruivano le case del paese di Cuccagna, pochi furono quelli che le abitarono stabilmente in quell’Italia diventata ormai il paese della fame.

Ora ci si chiederà dove si vuole arrivare con questo strano inizio, in una rubrica dedicata al cibo e alla cucina, ma chi mi conosce, sa che ritengo che la grande varietà delle preparazioni della cucina italiana siano dovute, per buona parte, all’arte di arrangiarsi per smorzare la fame che ha perseguitato questo sfortunato paese.

Con queste premesse e con una serie di coincidenze davvero speciali, voglio dimostrare come le mura delle case del Mugello potessero sembrare fatte di salsiccia come quelle del paese di Cuccagna.

In Mugello si producono e si commercializzano due tipi di salsiccia: la salsiccia toscana a base di carne e grasso di maiale e il bardiccio fatto con le interiora del maiale. Tra i tanti poeti e scrittori del Mugello, vi si annovera Agnolo Giovannini, detto, dal nome del suo paese natio, Agnolo Firenzuola. Vissuto alla corte dei papi Medici Leone X e Clemente VII, fu amico di Pietro l’Aretino con il quale condivise vizi e peccati.

Tra le sue opere vi si trova una “”Canzone in lode della salsiccia””.

Poeti predecenti lodarono

“”……Il forno e le castagne lesse……””

ma nessuno osò

“”……Della salsiccia empirsi mai la gola;
Ch’è così buona e dolce unto cola,
O Bolognesi i vostri salsiccioni
Massime messi in grasso e buon budello,
Non sono ei un cibo da poeta?…………””

E prosegue specificando che prelati e gentil dame spendon la lor moneta

“”……..Che’n carne di vitella, sia pur tenera e bella……..””
“”……..Mangiasi la salsiccia innanzi e drietro,
A pranzo, a cena, o vuo’ a lesso, o vuo’ arrosto…………””

Oggi i poeti preferiscono altri temi e piangono più per un amore che per una salsiccia. Il mondo è cambiato e la fame non perseguita più le italiche popolazioni.

Per tornare ai nostri giorni, i discendenti del poeta firenzuolino, non più uniti in congregazioni ma in moderne cooperative, seguendo le ispirazioni e i versi del loro illustre concittadino hanno messo a punto una salsiccia di vero vitello mugellano, che per bontà va a raggiungere i pochi altri esempi esistenti al mondo. Tra questi da ricordarsi la famosissima salsiccia di Bra e quella del cantone svizzero di S. Gallo.

Oggi gustando questo vero capolavoro della gastronomia mugellana, prodotta dalla CAF (Cooperativa Agricola di Firenzuola), conviene cantare ancora i versi del poeta Agnolo Firenzuola

“”………O vecchi benedetti,
Questo è quel cibo che vi far tornar giovani e lieti,
e spesso anco a zinnare……………………………..””

Tebaldo Lorini

Il Logo della Cooperativa agricola di Firenzuola, la Caf

 

Change privacy settings
×