Tebaldo Lorini; una penna che da anni indaga gli aspetti del Mugello attraverso la cucina; e non solo. Nato nel 1943 a Borgo San Lorenzo è prima di tutto un amante del Mugello e della sua terra; che in questi anni ha generosamente raccontato in libri e pubblicazioni.
E, grazie ai suoi scritti, è nata la rubrica di OK!Mugello: ‘Dai libri di Tebaldo. Ricette (e non solo) dal Mugello’. La nuova puntata, questa settimana, è dedicata alla Frittata di Vitalbe.
Le verdure selvatiche. La frittata di vitalbe
Ortica, malva, borragine, consolida, farinaccio, orecchie di lepre, strigoli, tarassaco, farfaro, pastinaca, acetosa. Queste piante entravano nelle minestre di verdura, e lessate venivano usate come ripieno di torte e tortelli insieme al formaggio, oppure come condimento per le frittate.
Oltre alle erbe usate per ripieni e frittate, c’erano moltissime varietà utilizzate come insalate: il centocchio, la portulacca, la rucola selvatica, la cicoria, la cicerbita, il papavero, l’acetosella, la valerianella, l’epilobio, la veronica e il crescione.
Poco olio, aceto e sale quanto basta, tanta erba di campo diventava appetitosa e con un pezzo di pane un intero pasto.
La ricetta
4 uova
500 gr di punte di vitalbe
uno spicchio d’aglio
sale, pepe e olio d’oliva
Di questa clematide selvatica che cresce infestante nei boschi e lungo le siepi, si utilizzano i getti giovani colti in primavera ed estate. Si lessa la parte tenera in abbondante acqua poi si cuoce in padella con uno spicchio d’aglio, sale, pepe e olio. Si aggiungono le uova sbattute ed ecco pronto un piatto antico e del tutto naturale.






