Dal nostro collaboratore Tebaldo Lorini, esperto di cucina e di Mugello, riceviamo questo interessante contributo; in occasione dei 100 anni dalla morte di Pellegrino Artusi: Dall’inizio dell’anno si infittiscono sui quotidiani e i periodici italiani gli articoli e le rievocazioni su Pellegrino Artusi in quanto, in questo 2011, si celebra il centenario della morte. Infatti Pellegrino Artusi nacque da un agiata famiglia di Forlimpopoli il 4 agosto 1820 e morì a Firenze il 30 marzo 1911. Quando morì, aveva pubblicato, da una ventina d’anni, il suo capolavoro intitolato “”La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene””. Negli nanni 50 del diciannovesimo secolo si era trasferito a Firenze a seguito di un fatto grave e traumatico occorso a lui e alla sua famiglia. Infatti, mentre erano a teatro a Forlimpopoli, il bandito “”Il Passatore”” aveva fatto irruzione, aveva depredato tutti gli spettatori ed aveva approfittato della sorella dell’Artusi, Geltrude. La sorella, a seguito di ciò, finì in manicomio e Pellegrino a Firenze. A Firenze iniziò una vita da benestante dove, con l’aiuto dei suoi cuochi Francesco Ruffilli e Marietta Sabatini, Pellegrino divenne un famoso gourmet. Da questa esperienza nacque il libro “”La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene””.Questo titolo, diviso in due, è emblematico delle sue diverse radici romagnolo-emiliane e toscane. Il libro fu il primo bestseller italiano e Pellegrino Artusi divenne famoso fornandone, fino alla sua morte, numerose edizioni. Questo libro divenne il testo più letto nelle famiglie italiane diffondendo ricette e gusti che sarebbero poi stati la cucina italiana.Le sue basi erano quelle dei primi piatti di origine romagnola i secondi di origine toscana, anzi fiorentina. Fu così che l’Italia, dopo Cavour, Mazzini, Garibaldi e Vittorio Emanuele 2°, ebbe un altro padre che ne favorì l’unificazione sia con la cucina che con la lingua italiana essendo il libro dell’Artusi forse l’unico libro letto da persone che non leggevano altro. La celebrazione artusiana, che quest’anno coincide con quella dell’unità d’Italia, rende omaggio a questo grande uomo insieme ai già citati padri della patria. Se politicamente l’unità d’Italia fu poi un’ annessione al Piemonte, del quale si utilizzarono la burocrazia e l’esercito, l’unità gastronomica si basò sulla cucina di due importanti regioni la Toscana e l’Emilia Romagna. Questo libro di cucina ha però la particolarità di esistere non solo nella mente dell’Artusi ma praticamente nel Mugello dove per secoli gli scambi fra Firenze e la Romagna Toscana avevano portato in questo territorio usi e costumi romagnoli unendoli a quelli preesistenti e più antichi fiorentini. Questa particolarità dona al Mugello una primogenitura, quella di essere diventato il “”cuore della cucina italiana”” Tebaldo Lorini
Il Mugello e la cucina ‘Artusiana’






