Il Mugello continua a mobilitarsi per l’Emilia Romagna, in soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto che a maggio ha distrutto e devastato abitazioni, fabbriche, monumenti e beni culturali, provocando morti e feriti. Con lo slancio di generosita’ di una signora di Scarperia, che ha messo a disposizione la propria roulotte per peremettere attivita’ di Pet Terapy con i bambini nel Comune di Miserbio (Ravenna). L’emergenza è tuttora in atto, i disagi avvertiti dalle popolazioni terremotate restano elevati, migliaia gli sfollati, e ancora numerose sono le ferite aperte sul territorio.
Da controllare e mettere in sicurezza restano molti edifici e abitazioni e i Comuni non hanno personale e tecnici a sufficienza per svolgere le loro funzioni. Su richiesta della Regione Emilia Romagna, gli enti locali da tutta Italia, stanno inviando rinforzi. Ed è quello che sta facendo anche il Mugello con personale tecnico dell’Unione dei Comuni e dei Comuni stessi, dopo l’impegno già assicurato con gli addetti del Centro intercomunale di Protezione civile, i tecnici dei Comuni di San Piero a Sieve e Vicchio, la Polizia municipale di Borgo San Lorenzo.
L’Unione montana dei Comuni del Mugello ha già adottato la delibera che autorizza i tecnici dell’ente – un ingegnere e due architetti – alla missione, in supporto agli enti locali emiliani per collaborare alle attività di verifica strutturale e agibilità degli edifici lesionati e danneggiati dalle scosse sismiche. E allo stesso modo si stanno muovendo i Comuni, con il coordinamento del Centro intercomunale di Protezione civile. La prima squadra di tecnici sarà impegnata e opererà nelle zone terremotate dal 6 al 13 agosto.
Ma il Mugello si è mobilitato anche con aiuti, contributi, materiale. E con una roulotte che è stata messa a disposizione, gratuitamente, da una signora che vive a Scarperia a un’associazione di volontariato che gestisce un centro ippico per attività di pet-terapy con i bambini nel comune di Miserbio in provincia di Ravenna. La richiesta del mezzo era stata inoltrata anche al Centro intercomunale di Protezione civile che nella ricerca ha incontrato la generosità della signora scarperiese.












