In Vetrina

Il Gioco: Tra falsi miti e tabù

Placeholder

Parlare di gioco, di questi tempi, è come mettere il piede su un campo minato. Dal poker su Internet ai giochi da casinò online, dalle lotterie alle scommesse sportive, l’offerta è talmente ampia che spesso viene definita addirittura strabordante. Non a caso sono nate moltissime associazioni che intendono tutelare i giocatori, sia dal punto di vista psico-fisico sia dal punto di vista legale. Ma anche se spesso il gioco viene definito come il male dei mali, in realtà se praticato con moderazione non è diverso da molte altre attività. Non ci si può nascondere dietro a un dito, d’altra parte. In Italia sono milioni le persone che, quotidianamente, vanno a caccia dei migliori bonus di poker online, o delle promozioni più convenienti nei casinò online e nei bookmaker via Internet. E stiamo parlando di un mercato, quello del gioco online, nato soltanto pochi anni fa, ma che a stretto giro è arrivato a ‘pesare’ per quasi la metà della raccolta globale. Come detto, però, un’offerta così grande e a portata di mano, rischia di influenzare gli usi e i costumi soprattutto delle categorie più deboli, quelle soggette a dipendenza. La ludopatia, cioè l’incapacità di staccarsi dal gioco, è un problema molto serio che solo negli ultimi tempi sta venendo affrontato nella maniera più giusta. Ma sfatiamo una volta per tutte il falso mito che giocare sia un’attività in qualche modo ‘sporca’, come ce l’hanno sempre presentata anche al cinema: giocare fa parte di qualsiasi cultura, fa parte della storia dell’uomo sin dalla notte dei tempi, quando si lanciavano gli astragali (antenati degli odierni dadi), tanto per finalità divinatorie quanto per svago. Come per molte altre cose, quali ad esempio il consumo di alcol, anche il gioco, se praticato con la giusta attenzione e moderazione, senza esagerare, può essere una forma di svago rilassante e per nulla pericolosa. L’importante è che venga trattato come tale, e cioè come un gioco, non come una fonte di guadagno o come l’ultima possibilità per svoltare nella vita: questo, infatti, è il modo migliore per ricadere nella sindrome da gioco compulsivo, nella ludopatia. In conclusione possiamo affermare in tutta coscienza e tranquillità che giocare, in sé, non fa affatto male: ciò che può essere deleterio è soltanto l’atteggiamento della persona nei confronti del gioco. D’altra parte, anche mangiare un cioccolatino al giorno è uno sfizio innocuo: ma che succede se ingeriamo dieci chili di Nutella ogni santo giorno? Paolo Marconi

Change privacy settings
×