Esattamente cinquant’anni fa il prof. Pucci Cipriani, borghigiano doc, scriveva su “Firme nostre” — un mensile di Lettere e Arti molto apprezzato nel variegato circuito culturale fiorentino per gli scritti mai banali e culturalmente molto validi. Ripropongo un articolo del Pucci dal titolo “Devozione nel Mugello”, dove traspare tutto l’amore per la propria terra e per le tradizioni religiose ad essa legate.
Alfredo Altieri
“Misericordia, eterno Dio, Pace, pace, o Signor pio;
Non guardare il nostro errore. Date pace al peccatore.”Siamo al Giubileo del 1400 e i pellegrini, cantando inni sacri e litanie, spesse volte battendosi con funi e con discipline, si incamminavano nell’Urbe sciogliendo il loro voto sulla tomba dei Ss. Apostoli. Dietro a queste pie processioni venne, anche a Firenze e nel Mugello, una tremenda pestilenza che seminò morte, spavento e desolazione.
Si legge ne “Le memorie del Crocifisso dei miracoli del Borgo San Lorenzo” (Firenze, Ciardetti 1838) che: “Eravi in quei giorni di lutto in Borgo San Lorenzo una compagnia di pellegrini scesi dall’Alemagna. Una gran parte di questi infelici perirono al primo assalto di peste; l’altra si dette alla fuga precipitosa abbandonando tutto e perfino l’immagine di Gesù Crocifisso che rimase alla popolazione di Borgo, come una antica tradizione ne assicura. Da tutte le parti del Mugello trassero ben presto i popoli a mirare e venerare il prezioso deposito, detto allora Crocifisso dei Bianchi, sì perché portato e lasciato da pellegrini di questo nome, sì perché biancovestita era pure allora la nostra Compagnia fino a che, nei secoli appresso, vestendo di nero, anche il Santo Simulacro ‘Crocifisso dei Neri’ si disse”.
Nel 1710 i confratelli della Compagnia dei Neri danno inizio alla costruzione della bellissima chiesa del Ss. Crocifisso; architetto Girolamo Ticciati di Firenze. Nel 1714 viene posta la prima pietra. L’ultima domenica di luglio del 1743 avviene la traslazione, in forma solenne, dal tabernacolo della vecchia chiesa a quella della nuova.
Il Ss. Crocifisso dei Miracoli viene posto sotto un grande “baldacchino” sovrastante l’altare centrale; il popolo offre voti (recentemente rubati da mano sacrilega) e devotamente si raccoglie in adorazione. Ed affinché la memoria della solenne traslazione rimanesse perpetua, monsignor Francesco Gaetano Incontri, Arcivescovo di Firenze, con suo decreto di detto anno 1743 ordinò che l’esposizione del Ss. Crocifisso, solita farsi ogni anno nel giorno dell’Epifania, fosse stabilita nell’ultima domenica di luglio.
Ogni anno la venerata immagine viene portata in processione, attraverso le vie del Corso, alla Pieve di Borgo San Lorenzo ed esposta alla venerazione dei fedeli; sempre in processione, alla sera, viene riportata nel tabernacolo della Chiesa del Crocifisso, un tempo tenuta dai Padri Salesiani e, ora, dai Padri di Don Orione.
Il Ss. Crocifisso dei Miracoli prima del restauro.









