Da questa settimana è entrato in vigore il sistema digitale per il conferimento dei rifiuti: in Valdisieve, nei Comuni di Pelago, Rufina e Pontassieve, i cassonetti stradali sono diventati accessibili solo tramite chiavetta A-Pass o attraverso un’apposita applicazione.
È un po’ come dire che, anche per buttare la spazzatura, serve l’intelligenza artificiale. I rifiuti che produciamo vengono valutati da un algoritmo che rende la raccolta differenziata proiettata nel futuro: una sorta di “Star Wars” dell’immondizia, con cassonetti sempre più intelligenti che, tra qualche anno, infliggeranno multe e contravvenzioni, sostituendosi di fatto ai vigili urbani.
Quanto dovremo pagare di Tari, infatti, lo decideranno direttamente i bidoni. Ora si parla di Taric, tariffa corrispettiva, l’evoluzione avveniristica della vecchia e ormai vetusta Tari. Un sistema moderno, efficiente, tecnologico. Forse persino troppo.
Perché l’intelligenza della tecnologia non ha confini e, a questo punto, ci aspettiamo che il cassonetto, di fronte alle nostre lamentele per una Taric troppo salata, ci proponga una piccola mazzetta per chiudere un occhio sulla quantità di rifiuti conferiti.
Del resto, se deve davvero imitare il mondo reale, che lo faccia fino in fondo.










