La notizia è arrivata senza clamore, quasi in punta di piedi, e forse proprio per questo colpisce ancora di più. Una ragazza di 24 anni è morta il 1 aprile, dopo una vita attraversata da una disabilità con cui la famiglia aveva scelto di convivere lontano dai riflettori. A rompere quel riserbo è stato un messaggio pubblico, pieno di dolore ma anche di pudore, affidato ai social da sua sorella, che ha parlato di una presenza centrale, di un amore capace di tenere insieme tutti. Il tono è quello di chi prova a raccontare una perdita che non si lascia raccontare davvero e infatti le parole restano sospese, quasi trattenute. Si capisce però una cosa più delle altre: quella ragazza non era il contorno di una storia familiare, era il suo centro. Giorgia era la figlia dell’ex calciatore dell’Inter Felice Centofanti.
Il ricordo delicato della sorella Martina
A dare la notizia è stata Martina Centofanti, ex ginnasta azzurra, che ha raccontato la sorella come “la forza più grande” della famiglia e il “pilastro” del loro amore. Sono frasi che, lette così, rischiano di sembrare quelle che si dicono sempre nei lutti. Qui invece hanno un peso diverso, perché arrivano insieme a un altro dettaglio: la famiglia aveva scelto di proteggere quella storia, di custodirla perché “delicata e preziosa”. Non è poco, in un tempo in cui quasi tutto viene esposto. Martina ricorda il sorriso di Giorgia come qualcosa che rendeva affrontabili perfino le cose impossibili, e poi lascia affiorare il punto più duro, quello che spesso nelle famiglie resta chiuso dentro casa: “il dolore è incolmabile”, ma adesso, scrive, sua sorella è “libera da tutto il male che ha vissuto”.
Chi è Felice Centofanti
Felice Centofanti, ex terzino passato da Inter, Palermo e Genoa, tra le altre, negli anni è rimasto nel mondo del calcio anche come volto tv e dirigente sportivo. Ma qui il calcio c’entra fino a un certo punto. Conta perché mostra, senza filtri veri, cosa succede quando una famiglia che ha tenuto tutto nel privato decide che il dolore non può più restare soltanto lì. Per chi legge, il punto non è la notorietà del padre, ma il modo in cui emerge una realtà che tante famiglie conoscono bene: la fatica quotidiana della cura, la paura, il silenzio scelto per difendere una persona fragile, e poi il vuoto che arriva quando quella presenza manca. Non c’è una spiegazione che sistemi tutto. Restano un nome, Giorgia, i suoi 24 anni e quel tentativo disperato, ma lucidissimo di immaginarla finalmente libera.
Gravissimo lutto per l'ex calciatore dell'Inter: morta la figlia, aveva solo 24 anni - Okmugello.it










