In questi giorni, con l’avvio delle procedure per la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali, emergono nuove criticità riguardo al cosiddetto “tabula rasa” dei debiti fiscali con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La rottamazione quinquies, presentata come una soluzione definitiva per sanare i debiti fiscali fino al 31 dicembre 2023, si rivela invece una misura con vincoli molto stringenti.
Molti contribuenti, collegandosi alla propria area riservata sul sito del concessionario alla riscossione, si imbattono in una sorpresa amara: non tutte le cartelle risultano rottamabili.
Cartelle escluse e limiti strutturali della definizione agevolata
Nonostante nel magazzino degli insoluti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione siano accumulati oltre 1.300 miliardi di euro, lo Stato stima di incassare circa 9 miliardi dalla rottamazione quinquies. Questa discrepanza si spiega proprio con le restrizioni sull’ambito dei debiti ammessi alla sanatoria. Il dato più evidente è che la rottamazione interessa solo una parte delle cartelle esattoriali, lasciando esclusi molti debiti, compresi quelli legati a imposte locali e altre voci.

Cartelle escluse e limiti strutturali della definizione agevolata-okmugello.it
Tra le esclusioni più rilevanti vi sono le cartelle derivanti da accertamenti fiscali, le omissioni contributive verso casse previdenziali private e, soprattutto, i tributi locali come IMU, TASI, TARI e il bollo auto. Questi ultimi, che dipendono dagli Enti locali, non rientrano nella rottamazione quinquies statale, creando un vuoto normativo per molti contribuenti.
Inoltre, sono esclusi dalla sanatoria anche i debiti relativi a sentenze penali di condanna e a aiuti di Stato non spettanti, come già accaduto nelle passate definizioni agevolate. Di fatto, la rottamazione interessa principalmente:
- Imposte erariali derivanti da controlli fiscali, ad esempio quelle legate alle dichiarazioni dei redditi;
- Debiti contributivi verso l’INPS;
- Sanzioni per violazioni del Codice della Strada.
Questa selezione ristretta limita notevolmente la portata della sanatoria, che non può essere considerata una vera e propria pace fiscale universale.
Chi si trova con una posizione debitoria mista, contenente sia cartelle rottamabili sia escluse, dovrà fare i conti con una rottamazione parziale. Questo significa che, pur potendo beneficiare di un alleggerimento del carico fiscale, non sarà possibile azzerare completamente le proprie pendenze.
Un elemento importante da sottolineare è che, parallelamente alla rottamazione quinquies statale, permane la possibilità di definizione agevolata per i tributi locali. Tuttavia, tali soluzioni non sono automatiche né uniformi: dipendono dalle scelte e dalle politiche adottate dai singoli Enti territoriali.
In particolare, molti Comuni hanno la facoltà di promuovere sanatorie locali specifiche, volte a recuperare almeno in parte i crediti vantati nei confronti dei cittadini.
Fisco, brutte notizie per chi ha debiti
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