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Errore diffusissimo e salatissimo: dove si buttano davvero i campioncini di profumo

Quelle minuscole fialette profumate che riceviamo in omaggio sembrano innocue, ma creano più rifiuti di quanto immaginiamo

Errore diffusissimo e salatissimo: dove si buttano davvero i campioncini di profumo - okmugello.it

Quelle minuscole fialette profumate che riceviamo in omaggio sembrano innocue, ma creano più rifiuti di quanto immaginiamo

Piccoli, leggeri, spesso ben confezionati. I campioncini di profumo sono ovunque: li trovi in profumeria, nei pacchi online, a volte persino nei giornali. Una goccia della nuova fragranza di tendenza, un regalo gradito all’apparenza. Ma dietro ogni flacone in miniatura si nasconde un problema concreto, che riguarda ambiente, spreco di materiali e difficoltà di smaltimento. La verità è che, per quanto appaiano trascurabili, queste confezioni monouso comportano una produzione complessa, fatta di plastica, vetro, carta e in alcuni casi metalli. E finirle non significa aver risolto il problema: capire dove gettarle correttamente è ancora oggi una questione aperta per molti.

Perché evitare i campioncini (e come smaltire quelli che abbiamo già in casa)

Riceverli può far piacere. Provare un profumo prima di acquistarlo è comodo, economico e rassicurante. Eppure, ogni volta che una mano allunga un campioncino, si attiva una filiera di produzione e distribuzione che ha un impatto ambientale tutt’altro che invisibile. Non si tratta solo della plastica o del vetro: i materiali usati per creare queste micro-confezioni sono spesso difficili da separare, e nella maggior parte dei casi finiscono nella spazzatura indifferenziata.

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Il consiglio è semplice ma scomodo: chiedere di non riceverli, o evitare di prenderli se ci vengono proposti. Perché anche se piccoli, i campioncini rappresentano un modello di consumo usa-e-getta che, moltiplicato per milioni di pezzi, produce tonnellate di rifiuti misti ogni anno. Non è questione di colpe individuali, ma di consapevolezza collettiva.

Ma se i campioncini li abbiamo già a casa? Nessun problema, l’importante è sapere come gestire i diversi materiali. Prima di buttarli, è fondamentale che la fialetta sia completamente vuota: il profumo residuo, infatti, è considerato rifiuto pericoloso in grandi quantità, anche se in questo caso si parla di dosi minime. Una volta asciutto, si può procedere alla separazione. Se la fialetta è in vetro, va buttata con il vetro, ma separando prima il tappo in plastica, che va conferito nel contenitore apposito. Se invece è in plastica, può essere buttata interamente nella raccolta della plastica. Il cartoncino esterno va nella carta, a patto che non sia plastificato o sporco.

Piccoli gesti, sì. Ma gesti concreti, che fanno la differenza in una quotidianità piena di imballaggi e prodotti usa-e-getta.

Il problema invisibile degli imballaggi cosmetici e l’urgenza di scelte più sostenibili

Nel mondo della cosmetica, l’estetica della confezione vale quasi quanto il contenuto. E i campioncini di profumo rappresentano la sintesi perfetta di questo approccio: belli da vedere, curati, spesso accattivanti, ma poco sostenibili. Sono pensati per essere regalati, consumati in fretta e dimenticati subito dopo. Eppure ogni mini-flacone implica processi industriali che consumano energia, acqua, risorse naturali e creano rifiuti che non sempre vengono riciclati correttamente.

Il problema è sistemico. Le aziende del settore continuano a produrre milioni di campioni gratuiti per promuovere le nuove fragranze, investendo più nel packaging che nella formula. E i consumatori, abituati a riceverli, difficilmente li rifiutano. È un ciclo che si autoalimenta, ma che può essere spezzato. Come? Partendo da una maggiore consapevolezza. Non si tratta di demonizzare il piccolo omaggio in sé, ma di domandarsi se serve davvero. Se esiste un modo più rispettoso per testare un profumo. Alcune aziende, ad esempio, iniziano a offrire campioncini ricaricabili o in formato tessuto, riducendo plastica e vetro. Altre, propongono fragranze in barattolini compostabili. Ma sono ancora eccezioni.

Nel frattempo, ogni gesto conta. Anche buttare correttamente un campione vuoto. Anche non chiederlo quando non ne abbiamo bisogno. Anche fare pressione come consumatori, scegliendo brand che dichiarano politiche ambientali più attente. Il profumo può restare un piacere personale, ma non dovrebbe mai diventare un problema per l’ambiente.

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