L’aumento degli episodi di vandalismo e bullismo non rappresenta più un’esclusiva delle grandi metropoli, ma sta diventando una realtà sempre più tangibile anche nei piccoli centri del nostro territorio. Secondo la riflessione inviata alla nostra redazione da Ada, una nostra affezionata lettrice, queste notizie non destano ormai quasi più sorpresa, delineando un quadro sociale destinato purtroppo a peggiorare se non si interviene sulle radici del problema. La tesi sostenuta nella lettera è netta: la responsabilità non va ricercata esclusivamente nelle nuove generazioni, quanto piuttosto nel fallimento educativo di chi avrebbe dovuto guidarle.
Ada racconta di essersi trovata spesso in situazioni spiacevoli, testimoniando un atteggiamento di diffuso menefreghismo da parte degli adulti nei confronti dei propri figli. Questo disinteresse si traduce in una maleducazione incontrollata che emerge con forza nei luoghi di aggregazione quotidiana. La lettrice descrive scene di bambini lasciati quasi allo stato brado, liberi di saltare sui tavoli di un locale o di correre rischi fisici mentre i genitori restano assorti nei propri aperitivi, ignorando completamente le dinamiche circostanti.
Un aspetto particolarmente critico sollevato dalla testimonianza riguarda la reazione dei minori e delle famiglie di fronte ai richiami esterni. Ada riporta con amarezza la risposta strafottente ricevuta da una cameriera che aveva tentato di riportare l’ordine, ma cita anche un episodio ancora più emblematico avvenuto recentemente in un ristorante. In quell’occasione, un gruppo di bambini ha girovagato indisturbato tra i tavoli e la porta d’ingresso per l’intera durata del pasto. Quando un commensale ha finalmente esortato uno dei piccoli al rispetto delle regole, la reazione del genitore, fino a quel momento assente, è stata quella di attaccare verbalmente chi aveva cercato di porre un freno alla situazione, difendendo l’indifendibile.
La conclusione della lettera è un monito amaro che invita a ritrovare quei valori di rispetto e civiltà che sembrano appartenere ormai solo alle generazioni passate. Senza il ripristino di regole certe e senza l’insegnamento del rispetto verso il prossimo, il vandalismo rischia di essere solo la punta dell’iceberg di un degrado sociale più profondo. La paura espressa dalla nostra lettrice è che, in assenza di un cambio di rotta educativo, la convivenza civile nelle nostre comunità sia destinata a una deriva sempre più preoccupante.










