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Dal mostro di Bruscoli al record di Scarperia: la classifica dei porcini giganti del Mugello

Nel Mugello, ogni autunno, la storia si ripete. Cercatori e appassionati tornano nei boschi tra Firenzuola, Scarperia e Borgo San Lorenzo con un’idea precisa in testa: trovare porcini giganti.

Castagneti e faggete, soprattutto nell’Alto Mugello, sono da sempre terra buona per il Boletus edulis. Ogni tanto, però, salta fuori l’esemplare che cambia la giornata. Peso fuori norma, foto sui giornali locali, commenti sui social e la solita frase che corre al bar: “Uno così non s’era mai visto”. Da qui nasce la classifica dei ritrovamenti diventati leggenda.

In cima alla lista dei porcini giganti del Mugello c’è il fungo trovato da Marcella, cercatrice originaria di Firenzuola e residente a San Piero a Sieve, nel comune di Scarperia e San Piero. Durante una delle sue uscite nei boschi, come riportato dalla stampa locale, ha scovato sotto un castagno un porcino da 2,639 chili. Un Boletus edulis enorme, diventato il record mugellano tra i ritrovamenti documentati.

E non fu nemmeno l’unica sorpresa della giornata. Nella stessa uscita Marcella raccolse anche oltre 6 chili di barbagino, il nome comune della Grifola frondosa, fungo raro e molto ricercato da chi quei boschi li conosce davvero. Una passione di famiglia, ha raccontato lei stessa: il padre era un cercatore esperto, legato proprio alla raccolta dei barbagini, che da quelle parti hanno una piccola fama tra intenditori e fungaioli abituali.

Quel porcino, poi, ha segnato anche un altro primato. Meno da bosco, più da redazione. L’articolo pubblicato da OK!Mugello sul ritrovamento è diventato il più letto nella storia della testata locale: 180.000 letture e oltre 195.000 utenti unici in tre giorni. Numeri rari per una notizia di territorio. Ma davanti a un fungo così, la curiosità corre veloce.

Da Bruscoli all’Upupa: la sfida sul filo dei grammi per il podio mugellano

Prima del record di Scarperia, il nome che girava di più era quello di Bruscoli, frazione nel territorio di Firenzuola. Nell’ottobre 2017, sempre secondo le cronache locali, lì fu trovato un porcino di quasi 2 chili. In zona lo chiamarono subito il “mostro” dei boschi mugellani. La segnalazione arrivò a OK!Mugello da una lettrice, insieme a una foto che in poco tempo fece il giro delle bacheche social.

Grande fungo porcino alla base di un castagno nel bosco autunnale, con cercatore sfocato e cesta sullo sfondo
Un porcino di dimensioni eccezionali nel sottobosco, simbolo dei ritrovamenti “da leggenda” raccontati nel Mugello.

Il podio, però, si è complicato nel settembre 2025. I boschi di faggio di Firenzuola hanno restituito un altro esemplare da applausi: il 24 settembre, Franco, titolare del ristorante Upupa di Pagliana, ha raccolto un porcino da 1,9 chili. In questo caso non c’è una bilancia ufficiale a mettere tutti d’accordo. Così, tra il “quasi 2 chili” di Bruscoli e il porcino dell’Upupa, il secondo posto resta una faccenda di grammi, ricordi e racconti.

Chi conosce il mondo dei fungaioli lo sa: anche questo fa parte del gioco. Una foto mostrata al banco, una pesata riferita, l’amico che sorride e dice: “Sì, ma il mio era più compatto”. Piccole rivalità, niente di più. Nel Mugello, spesso, le sfide passano anche da qui.

La stagione dei giganti: Luco, Grezzano e l’Alto Mugello dei ritrovamenti eccezionali

Il 2017 non regalò soltanto il grande porcino di Bruscoli. Anche nel comune di Borgo San Lorenzo, tra Luco e Grezzano, arrivarono segnalazioni importanti. Tra queste, quella di Gabriele Landi, che portò a casa un esemplare da 1 chilo e 100 grammi. Meno imponente rispetto ai primi posti della classifica, certo. Ma comunque ben oltre la media di una normale uscita nei boschi.

Nel settembre 2025, invece, la scena è tornata verso l’Alto Mugello. Il giorno prima del ritrovamento di Franco all’Upupa, il 23 settembre, l’amico Luca aveva raccolto un porcino da 1,7 chili. Una sfida tra cercatori chiusa nel giro di ventiquattr’ore. Quasi una staffetta tra boschi vicini, con due funghi maturi, sani e compatti.

Poi, inevitabilmente, arriva la cucina. Per molti mugellani un porcino così finisce nel modo più semplice e tradizionale: tagliato a fette, passato nella farina e fritto. Padella calda, sale alla fine, pochi gesti. “Quando è buono, non serve inventare troppo”, raccontano spesso i cercatori nelle chiacchiere di paese.

Fuori dal Mugello, i paragoni aiutano a capire le dimensioni del fenomeno. Nell’ottobre 2024, a Serrastretta, in Calabria, è stato segnalato un porcino da 5,170 chili. Nella stessa stagione, a Villar Focchiardo, in provincia di Torino, ne è stato trovato uno da 2,2 chili. Il record di Scarperia, però, supera quest’ultimo dato e resta il punto più alto per il Mugello tra i ritrovamenti documentati.

Regole, sicurezza e controlli: cosa sapere prima di cercare funghi in Toscana

Chi va a cercare funghi in Toscana deve seguire regole precise. Per la raccolta serve l’autorizzazione regionale, tranne che nel proprio comune di residenza. Dal 30 settembre 2026, inoltre, non si potrà più pagare con bollettino postale: il versamento dovrà passare da IRIS, la piattaforma della Regione Toscana collegata a PagoPA. La raccolta è permessa da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto.

Ci sono poi norme pratiche da non sottovalutare. I funghi non vanno messi nei sacchetti di plastica, ma in contenitori rigidi e aerati, così da favorire la dispersione delle spore. Nei boschi vale anche il buon senso: niente rastrelli, niente danni al terreno, attenzione ai sentieri e al meteo. In autunno, tra un crinale e l’altro, il tempo può cambiare in fretta.

Il punto decisivo resta uno: un fungo gigante non è per forza un fungo sicuro. In caso di dubbio, la verifica va fatta agli sportelli micologici gratuiti della Asl Toscana centro, presenti anche nell’area mugellana. Nessuna app, foto o regola tramandata a voce può sostituire il controllo di un micologo. Nel bosco, più del record, conta tornare a casa tranquilli.

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