Dalle indennità ai rimborsi, ecco come si compone lo stipendio degli eletti regionali e perché le cifre non sono uguali ovunque
Quanto guadagna un presidente di Regione, e quanto prendono assessori e consiglieri regionali? È una domanda che torna ciclicamente nel dibattito pubblico, specie dopo le elezioni o quando vengono pubblicati i dati sulla trasparenza amministrativa. I compensi degli eletti regionali non sono decisi in modo arbitrario: esiste una cornice normativa statale, definita nel 2012, che stabilisce tetti massimi e voci precise. Dentro questi limiti, ogni Regione può applicare lievi variazioni, ma senza mai superarli. I dati, per legge, devono essere pubblici, consultabili online e aggiornati anno per anno.
Un esempio recente arriva dalla Toscana. Il presidente Eugenio Giani, riconfermato dopo le elezioni del 12 e 13 ottobre 2024, ha dichiarato nel 2024 156 mila euro lordi complessivi, pari a circa 13 mila euro lordi al mese. Una cifra che rientra pienamente nel limite fissato dalla normativa nazionale e che permette di capire come funziona, nel concreto, la retribuzione di chi guida una Regione.
Quanto guadagna un presidente di Regione e come si compone lo stipendio
Lo stipendio di un presidente di Regione non è un importo unico, ma la somma di tre voci distinte, stabilite dalla legge statale n. 34 del 2012, che ha fissato un tetto massimo lordo mensile di 13.800 euro. Questo limite vale per tutti i governatori, indipendentemente dalla Regione di appartenenza. Sotto quella soglia, gli importi possono variare, ma la struttura resta la stessa.
La prima componente è l’indennità di carica, pari a 7.000 euro lordi mensili. È la quota base riconosciuta a chi ricopre la funzione istituzionale. A questa si aggiunge l’indennità di funzione, che per un presidente di Regione ammonta a 2.700 euro. Infine ci sono le spese per l’esercizio del mandato, fissate in 4.100 euro, destinate a coprire costi legati all’attività istituzionale.

Nel caso di Giani, i documenti pubblicati dalla Regione Toscana mostrano un compenso che si colloca poco sotto il tetto massimo, confermando che la legge nazionale viene rispettata. Non a caso, la retribuzione di un presidente di Regione è sostanzialmente allineata a quella di un deputato o di un senatore, almeno sul piano lordo. Una scelta voluta dal legislatore per evitare squilibri troppo marcati tra cariche politiche di livello diverso.
Da segnalare anche un dettaglio spesso poco noto: il presidente del consiglio regionale percepisce lo stesso stipendio massimo del presidente di Regione. Una simmetria che nasce dal ruolo istituzionale di vertice riconosciuto a entrambe le figure, seppur con funzioni differenti.
Assessori e consiglieri regionali: stipendi, differenze e incarichi aggiuntivi
Subito sotto il presidente di Regione si collocano gli assessori regionali, i vicepresidenti della giunta e i vicepresidenti del consiglio regionale. Anche per loro la legge del 2012 fissa un tetto preciso: 12.600 euro lordi al mese. La struttura del compenso ricalca quella del presidente, ma con una indennità di funzione più bassa.
L’indennità di carica resta 7.000 euro, mentre l’indennità di funzione scende a 1.500 euro. Le spese per l’esercizio del mandato rimangono 4.100 euro. In pratica, la differenza economica tra un presidente di Regione e un assessore si gioca su poco più di 1.200 euro lordi al mese. Una distanza contenuta, che spiega perché spesso l’opinione pubblica percepisca questi ruoli come economicamente molto simili.
Diverso il discorso per i consiglieri regionali. Un consigliere senza incarichi particolari percepisce 11.100 euro lordi al mese. Anche qui la base è l’indennità di carica da 7.000 euro, affiancata dai 4.100 euro di spese di esercizio. Manca del tutto l’indennità di funzione, che viene riconosciuta solo in presenza di ruoli aggiuntivi.
Lo stipendio cresce quando il consigliere assume incarichi interni, come presidente di commissione, presidente di gruppo consiliare o consigliere segretario. In questi casi entra in gioco un’indennità di funzione da 1.200 euro, che porta il totale a 12.300 euro lordi mensili. Anche questo importo rappresenta un limite massimo, non un valore automatico.
Va ricordato, lo sappiamo, che tutti questi importi sono lordi. Le somme effettivamente percepite variano in base alla tassazione e ai contributi previdenziali. Inoltre, ogni Regione può applicare riduzioni, rinunce volontarie o regolamenti più restrittivi, purché resti sotto i tetti fissati dalla legge statale.
Il quadro che emerge è chiaro: tra presidente di Regione, assessore e consigliere con incarichi, le differenze economiche esistono ma non sono abissali. Una scelta normativa precisa, pensata per mantenere equilibrio tra le cariche e garantire una certa uniformità su tutto il territorio nazionale.











