Le vignette di FABU

Chino Chini: dove il freddo è materia di studio

A Borgo San Lorenzo le scuole tremano a 10,8 gradi, mentre Sanremo ci ricorda che “ma che freddo fa” non è solo una canzone

Ok freddo

Passano gli anni, i decenni, scoppiano guerre e si accendono rivoluzioni, muoiono i papi e cambiano i padroni del mondo… eppure in Italia c’è un fenomeno che rimane immutabile, anno dopo anno, decennio dopo decennio: le scuole che restano al freddo.

In questi giorni, all’Istituto Chino Chini di Borgo San Lorenzo, la temperatura è scesa fino a 10,8 gradi. Numeri che farebbero tremare persino i dissidenti destinati ai gulag siberiani ai tempi dell’URSS. Gli studenti, invece di concentrarsi su formule matematiche o analisi letterarie, si trovano a praticare esercizi di sopravvivenza termica, avvolti in giacche, sciarpe e guanti, cercando di non congelare tra un banco e l’altro.

Proprio in queste giornate gelide, mentre tra una lezione e l’altra qualcuno inizia già a pensare al prossimo Festival di Sanremo, viene naturale ricordare che nel 1969 Nada cantava “Ma che freddo fa”. E ci viene un sospetto: non è che la giovane artista abbia frequentato il Chino Chini? Perché, a giudicare dal clima attuale dell’istituto, la canzone sembra scritta apposta per raccontare le avventure quotidiane dei nostri studenti al freddo.

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