Il mondo del lavoro in questo mese è stato interessato da una nuova normativa che ha effetti su molteplici campi, andando perlopiù ad occuparsi di snellire le procedure. Nella legge 182/2025, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, sono trattate tematiche di importanza centrale quali il lavoro agricolo e quello in ambito turistico-ricettivo, ma anche l'immigrazione.
Uno dei punti cardine è però l'introduzione di un dovere che interesserà tutti i lavoratori dipendenti. Si tratta dell'obbligo, per chi percepisce cassa integrazione a causa di riduzioni o crisi delle attività aziendali, di comunicare al proprio datore di lavoro lo svolgimento di un'altra attività lavorativa. Una decisione che avrà effetti su milioni di cittadini, tenuti a mantenere questo impegno nei confronti di chi aveva richiesto il supporto per loro.
Un'importante forma di tutela per il datore di lavoro, nel contesto di una crescente necessità di raggiungere maggiore trasparenza nei controlli. Ma cosa andrà a cambiare in sostanza? Fino all'introduzione della nuova legge, chi percepiva la cassa integrazione era già obbligato ad una comunicazione preventiva di svolgimento del secondo lavoro presso l'ufficio Inps competente del territorio.
Dopo averlo fatto, il lavoratore perde il diritto a ricevere il trattamento nelle giornate di lavoro effettuate, ma rischia anche una decadenza del diritto nel caso in cui non abbia dato comunicazione preventiva dell'attività. "Il lavoratore che fruisce del trattamento di integrazione salariale deve informare immediatamente il datore di lavoro", si legge nell'art. 8 a cui è stato aggiunto il comma 2 bis.
Come si effettua la comunicazione e cosa cambia con la cassa integrazione
L'intervento normativo sopracitato mira ad evitare che il datore di lavoro sia penalizzato, non conoscendo l'eventuale attività secondaria svolta dal lavoratore durante la cassa integrazione. Quest'ultimo perciò, non dovrà soltanto limitarsi a fornire all'Inps la comunicazione ufficiale. Allo stesso tempo, sarà obbligato ad informare il datore di lavoro di aver intrapreso una nuova attività.

Il dipendente dovrà inviare una comunicazione preferibilmente scritta al suo datore, che sarà così pronto ad agire al più presto per sospendere la richiesta al Cig. Il lavoratore si potrebbe chiedere cosa accadrà a quel punto sulla sua cassa integrazione.
Questo nuovo meccanismo fa cadere la responsabilità sul lavoratore stesso che non comunica tempestivamente l'inizio del secondo impiego, garantendo un sistema più coerente ed equilibrato. Lo svolgimento di un'attività remunerata nel periodo in cui il lavoro è sospeso, tuttavia, non implica una perdita totale della cassa integrazione per il periodo in questione.
Il dipendente sarà soggetto soltanto ad una riduzione proporzionale dell'importo, in relazione ai guadagni che provengono dalla secondaria attività. Una specifica in più è fondamentale per non incorrere in una violazione della nuova norma, che può esporre il cassaintegrato a dei provvedimenti disciplinari.
Il dovere di comunicazione, secondo la Cassazione, è valido per qualsiasi tipo di attività, anche nel caso di quelle non soggette a contributi, autonome, minime o occasionali. L'ultima integrazione segue questa scia puntando a ridurre il rischio delle percezioni di Cassa Integrazione indebite.












