Scatta un nuovo piano di controllo in Toscana per il monitoraggio dei lupi: i dettagli della vicenda
La Regione Toscana ha avviato nei giorni scorsi il progetto “Lupus Etruriae”, dedicato al monitoraggio del lupo sul territorio regionale, affidando una parte della raccolta dati a Federcaccia e Coldiretti. Una scelta che oggi, 1 marzo 2026, il WWF Toscana mette in discussione. L’associazione chiede alla Regione garanzie sull’indipendenza scientifica del progetto e maggiore trasparenza su protocolli e analisi.
La questione riguarda innanzitutto fondi e vincoli normativi. Il progetto è finanziabile con risorse pubbliche attraverso il FEASR 2023-2027 e interessa una specie protetta – il Canis lupus – tutelata dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, dal D.P.R. 357/1997 e dalla Legge 157/1992.
Nuovo piano di controllo dei lupi: distanza tra Università e WWF
Proprio per questo, sottolinea il WWF, il monitoraggio della fauna selvatica dovrebbe essere affidato a soggetti pienamente terzi, attraverso procedure rigorose e verificabili. Non si tratta di un dettaglio tecnico: dai dati raccolti dipendono scelte future che vanno dalla prevenzione dei danni alla gestione dei conflitti con l’allevamento, fino alla corretta informazione ai cittadini.
Nel progetto il coordinamento scientifico sarebbe affidato all’Università di Sassari, un punto su cui il WWF Toscana non solleva obiezioni. Le perplessità riguardano invece la fase operativa: “la raccolta primaria dei dati sarà in gran parte affidata a Federcaccia e Coldiretti”.
Qui l’associazione ambientalista parla apertamente di “criticità metodologica” e di un possibile indebolimento della credibilità complessiva del monitoraggio. In sostanza, se la raccolta dei dati è affidata a soggetti che negli anni hanno sostenuto pubblicamente il contenimento della specie, il lavoro rischia di essere percepito — anche solo sul piano dell’immagine — come non pienamente neutrale.

Lupo – Okmugello.it
Il WWF richiama inoltre la comunicazione delle due organizzazioni. Sul sito di Coldiretti Toscana, sostiene l’associazione, il lupo viene spesso descritto come fonte di “paura”, “danni economici” e “pericolo” per le attività produttive, con richiami alla necessità di interventi di contenimento. Una linea che, aggiunge, si ritroverebbe anche in diversi interventi di Federcaccia, dove ricorrono riferimenti alla “gestione” della specie e alla riduzione numerica.
“Pur nel legittimo esercizio della propria rappresentanza associativa”, osserva il WWF Toscana, questa impostazione renderebbe problematico affidare in modo esclusivo un compito così delicato come il monitoraggio.
C’è poi un ulteriore elemento che, secondo il WWF Toscana, rende il quadro ancora più sensibile: lo stato di conservazione del lupo, ritenuto tuttora delicato. Tra le pressioni indicate figurano il bracconaggio, la frammentazione dell’habitat e l’ibridazione con il cane domestico.
A pesare è anche il clima attorno al tema. L’associazione parla di una narrazione mediatica che negli ultimi anni avrebbe alimentato paura e ostilità verso il lupo, preparando — è la denuncia — il terreno a possibili interventi di “eradicazione” in ampie aree.
Il WWF Toscana chiede quindi che, qualora il progetto venga confermato, siano garantiti tre punti: apertura alla partecipazione e al controllo in corso d’opera da parte delle associazioni riconosciute interessate; affidamento del monitoraggio a soggetti indipendenti; pubblicazione di protocolli, database e criteri di analisi.
Scatta il controllo del lupo in Toscana - Okmugello.it










