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300 € in tasca senza presentare l’ISEE: ma nessuno ti spiega come ottenerli (e molti rinunciano)

Questa forma di incentivo economico non è automatica e non richiede la presentazione dell’ISEE, un aspetto che spesso generaIncentivo fino a 300 euro: una misura territoriale non automatica(www.velaincampania.it)

Un sostegno economico fino a 300 euro mensili è disponibile per le famiglie che assistono persone con disabilità grave.

Questa forma di incentivo economico non è automatica e non richiede la presentazione dell’ISEE, un aspetto che spesso genera confusione e porta molti potenziali beneficiari a rinunciare alla domanda. La misura, infatti, è gestita direttamente dai Comuni e rientra nelle politiche di welfare locali, rendendone complessa la conoscenza e l’accesso.

Il contributo previsto ammonta a 3.600 euro annui e sostiene i caregiver familiari che assistono persone con disabilità grave, riconosciuta secondo l’articolo 3, comma 3, della Legge 104. Contrariamente alle indennità previdenziali gestite dall’INPS, come l’indennità di accompagnamento o i congedi retribuiti, questo sostegno economico è una prestazione di natura sociale e viene erogato dai servizi sociali comunali, finanziati con fondi statali e regionali dedicati alla disabilità e alla non autosufficienza.

La mancanza di un iter nazionale e di una comunicazione centralizzata contribuisce alla scarsa diffusione di questa misura, che pure è già attiva in molte realtà territoriali. L’assenza di un riconoscimento automatico implica che il contributo debba essere richiesto formalmente, con una domanda presentata al Comune di residenza.

Destinatari e criteri di accesso senza ISEE

Il contributo è destinato ai caregiver familiari, ovvero a coloro che assistono abitualmente un parente con disabilità grave, spesso a discapito della propria attività lavorativa o professionale. Tra i possibili beneficiari figurano:

  • genitori di persone con disabilità grave;
  • coniugi o partner conviventi;
  • fratelli, sorelle o parenti entro il terzo grado, purché l’assistenza sia effettiva e documentata.

Un aspetto molto rilevante di questo incentivo è che non è richiesto alcun limite di reddito né la presentazione dell’ISEE. Questa scelta si fonda sulla considerazione che il carico assistenziale non dipenda dalla condizione economica, ma dalla gravità della disabilità e dall’intensità dell’assistenza necessaria. Tuttavia, i Comuni possono adottare criteri di priorità nell’erogazione, valutando la gravità del caso e la disponibilità di risorse.

La domanda deve essere presentata presso l’ufficio dei servizi sociali comunali, corredandola della documentazione che include:

  • certificazione di disabilità grave;
  • documento d’identità del richiedente;
  • attestazione del rapporto di parentela;
  • eventuale relazione sociale o sanitaria, se prevista dal regolamento locale.
I tempi di valutazione variano significativamente da Comune a Comune e possono dilatarsi in caso di elevato numero di richieste

Modalità di erogazione e criticità informative(www.okmugello.it)

I tempi di valutazione variano significativamente da Comune a Comune e possono dilatarsi in caso di elevato numero di richieste o necessità di approfondimenti. Il contributo può essere erogato in rate mensili fino a 300 euro o in un’unica soluzione annuale di 3.600 euro. La durata è generalmente annuale, con la possibilità di rinnovo in base alle disposizioni locali e alla disponibilità finanziaria.

Una delle principali difficoltà nell’accesso a questo sostegno resta la scarsa informazione: non essendo una misura nazionale e non essendo pubblicizzata attraverso i canali istituzionali più frequentati, spesso le famiglie apprendono dell’esistenza del contributo solo tramite passaparola o attraverso il supporto di patronati e assistenti sociali. Questo spiega perché molte persone, pur essendo potenzialmente beneficiarie, non presentano la domanda.

L’incentivo si inserisce nel più ampio contesto della Legge 104, che dal 1992 regola i diritti e le agevolazioni per le persone con disabilità. Oltre ai permessi lavorativi e alle agevolazioni fiscali, la normativa prevede anche sostegni territoriali per i caregiver, che diventano sempre più importanti in un sistema di welfare in cui i servizi pubblici spesso non sono sufficienti a coprire tutte le necessità.

Aggiornamenti normativi e ruolo della Legge 104

Dal 2025, con la riforma approvata dal Consiglio dei Ministri, l’INPS ha assunto il ruolo di ente valutatore per il riconoscimento della disabilità, integrando la certificazione con una valutazione bio-psico-sociale. Questo processo dovrebbe semplificare e uniformare l’accesso ai benefici previsti dalla Legge 104, inclusi i permessi lavorativi e gli incentivi economici.

La legge 104/1992 rimane il pilastro normativo per il sostegno alle persone con disabilità, prevedendo vari strumenti che vanno dall’assistenza sanitaria all’integrazione scolastica, fino alle agevolazioni fiscali e lavorative per i familiari. In questo quadro, il contributo fino a 300 euro al mese rappresenta un aiuto concreto e mirato per chi dedica tempo e risorse all’assistenza di un familiare con disabilità grave.

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