“La corsa ai tempi del cov-19” - Vado a Correre e torno

Enrico Paoli Vado a correre e torno
visibility6050 - OkMugello - sabato 14 marzo 2020
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runner © n.c

Prendo in prestito il titolo di un bel libro di Gabriel Garcia Marquez, autore che ho amato quando ero ventenne, “L’amore ai tempi del colera” appunto, per scrivere questo articolo, che non vuol parlare della corse, di allenamenti e nemmeno di gare, anche perché sono state tutte annullate.

Diciamoci la verità, il running in questo momento è l’ultimo dei nostri pensieri. Da giorni non si parla d’altro, ovunque, che del virus che sta attraversando il mondo e l’Italia. Una situazione nuova, seria, potenzialmente pericolosa per molte persone, che in pochi giorni ha ribaltato le nostre abitudini di sempre; che ci ha colto del tutto impreparati ma che per fortuna, richiede a noi semplici cittadini di fare poche facili cose: limitare allo stretto necessario il contatto con le altre persone per rallentare i possibili contagi e avere una buona igiene personale, specie delle mani. Al resto, al più, ci sta lavorando il personale medico, infermieristico, politico e militare. A noi il compito di agevolare il loro lavoro, obbedendo (una volta tanto) alle regole che ci vengono date. I cambiamenti, specie quelli in peggio, non son mai facili da accettare. Ma come spesso accade non ci data molta scelta. “O bere o affogare, pallino” mi diceva un vecchio compagno tanti anni fa, parlando di politica, quando la situazione, per un motivo o per un altro, rischiava di andare a farsi benedire. O bere o affogare, ragazzi.

E per chi corre? Beh, continuiamo ad allenarci, oltre perché ne sentiamo il bisogno fisico, anche mettere un punto fermo di normalità nelle proprie giornate. Il running è uno sport prevalentemente solitario, spesso si è soli comunque, quindi da questo punto di vista cambia poco. Casomai cogliamo il lato positivo, ovvero quello di fare allenamenti senza troppa ansia da prestazione, che tanto non ci sono gare in vista per un bel pò. Insomma almeno qui, godiamocela.

Il pezzo di oggi è “Canzone contro la paura” di Brunori SaS. E non sto a spiegarvi perché.

"Canzoni che ti salvano la vita

Che ti fanno dire "no, cazzo, non è ancora finita!"
Che ti danno la forza di ricominciare
Che ti tengono in piedi quando senti di crollare
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei
A ricordarti chi sei”

Baci e buone corse, Enrico

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