Disperso in Russia dal 1943. Un borghigiano 'rintraccia' la sua piastrina

Aldo Giovannini Altri tempi e altre storie
visibility53 - OkMugello - lunedì 22 luglio 2019
Disperso in Russia dal 1943. Un  borghigiano 'rintraccia' la sua piastrina
Disperso in Russia dal 1943. Un borghigiano 'rintraccia' la sua piastrina © n.c.

Ieri, domenica 21 luglio, presso la Pieve di Camaiore, è avvenuta la cerimonia ufficiale di riconsegna della piastrina di riconoscimento dell'Alpino Camaiorese "Marco Moriconi" disperso in Russia 76 anni fa.

Protagonista del ritrovamento della piastrina di riconoscimento è il nostro giovane compaesano Stefano Capecchi, di Borgo San Lorenzo, ricercatore e collezionista di documenti di militaria.

Ci sono voluti oltre 7000 kilometri e 76 anni perché la giacchetta di riconoscimento dell'alpino camaiorese, classe 1922, riuscisse finalmente a tornare a casa. Il soldato Moriconi, più grande dei figli, era un giovane minatore e partì per il fronte russo nel Luglio del 1942 ad appena 20 anni, con il battaglione Saluzzo della Divisione Cuneense. Dalla campagna di Russia, come tanti suoi coetanei non torno' più a casa. Fu dichiarato disperso il 31 Gennaio 1943.

Stefano Capecchi ci racconta come sia riuscito a ritrovare la piastrina: "Sono un collezionista di militaria, circa otto anni fa entrai in contatto, tramite internet, con un russo che vendeva cimeli del conflitto. Tra i tanti oggetti c'era anche questa placchetta. Dopo anni, ho deciso di intraprendere delle ricerche, e mettendomi in contatto con l'Associazione Alpini, sono riuscito a trovare i parenti. L'uomo che me l'ha venduta, dice di averla ritrovata a Uciostoje, alle porte della Siberia, un campo di lavoro, dove dal Gennaio all'Aprile 1943 sono morti oltre 4.300 prigionieri italiani."

Uciostoje, venne chiuso alla fine di Aprile 1943 per le inumane condizioni in cui si trovavano i prigionieri di guerra. Era considerato quello con la più alta percentuale di mortalità.

Quella piastrina, adesso passata di mano in mano è tornata a Camaiore, nelle mani del nipote del soldato disperso Moriconi, Gisberto Marchetti.

"Quando mi hanno chiamato per farmi la notizia, sono rimasto paralizzato" racconta l'uomo "non sapevo come reagire. Ora l'ho ricevuta nella splendida cerimonia organizzata nella Pieve di Camaiore."

Un riconoscimento particolare dal Sindaco di Camaiore a Stefano Capecchi assieme agli elogi dell'Associazione Nazionale Alpini e al saluto commosso dei parenti del soldato disperso.

 

 

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