Marradi. Botta e risposta sulla strada di Cavallara

Gandoli e Ridolfi: la Metrocittà prenda in carico la manutenzione. Triberti: "Non ci sono le condizioni

Politica
visibility323 - mercoledì 04 dicembre 2019
di Redazione OK!Mugello
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Via Cavallara
Via Cavallara © Google

"La Città Metropolitana di Firenze sollevi il Comune di Marradi dagli annosi problemi di manutenzione della 'Strada Cavallara' e si dimostri un ente istituzionalmente superiore, davvero al servizio della popolazione": Paolo Gandola, consigliere metropolitano di Forza Italia-Centrodestra per il cambiamento e Raffaella Ridolfi, capogruppo di 'Siamo Marradi Lavoro e Sviluppo', annunciano la presentazione di un'interrogazione a riguardo. Spiega una nota:

Nel Comune di Marradi, spiegano Gandola e Ridolfi, è presente la strada denominata "Cavallara" che collega i borghi di Popolano e Lutirano e rappresenta la via più breve per raggiungere il Comune di Tredozio in Provincia di Forlì-Cesena (Emilia Romagna). In passato la strada è stata oggetto, grazie a fondi provenienti dall'Unione Europea, di interventi di asfaltatura e messa in sicurezza, rappresentando "una direttrice di collegamento comunale fondamentale, nonché un collegamento tra due vallate ma oggi, da troppi anni oramai, la strada in oggetto, un tempo bitumata, presenta uno stato del manto stradale fortemente sconnesso, deteriorato ed abbandonato alle azioni distruttive degli eventi atmosferici". Una situazione di fatto "inaccettabile" che il consigliere metropolitano ha recentemente verificato recandosi direttamente, insieme alla collega marradese, ad effettuare un sopralluogo in zona.

I diversi allagamenti e gli smottamenti di scarpate a ridosso della strada, continuano Gandola e Ridolfi, "hanno oltremodo reso vani gli ultimi interventi di messa in sicurezza realizzati, tanto che oggi la strada si presenta come un vero e proprio sentiero di montagna visto lo stato di forte deterioramento del manto stradale che provoca altresì problemi al passaggio dei mezzi di soccorso che debbano transitare o intervenire in quell'area dove, peraltro, insistono svariate abitazioni e dove tante persone si recano soprattutto per motivi di lavoro".

Per tal motivo, continua il consigliere Gandola, su sollecitazione della capogruppo Ridolfi, con l'interrogazione presentata "ho chiesto di conoscere l'orientamento del Sindaco metropolitano circa l'opportunità e la possibilità di trasferire la competenza della strada in oggetto dal Comune di Marradi alla Città Metropolitana per così permettere la definitiva messa in sicurezza del tracciato, nonché l'efficiente manutenzione di un asse viario di primaria importanza per il comune mugellano. Si tratta di una sfida importante e onerosa, lo sappiamo, ma con questo gesto la Città Metropolitana potrebbe davvero dimostrarsi un ente utile ed efficiente al servizio di tutti i cittadini, anche quelli che vivono nelle area più periferiche della nostra area di competenza".

La risposta di Tommaso Triberti, sindaco di Marradi e delegato della Metrocittà alla Viabilità in Mugello: "Non presenta i requisiti catastali e caratteristiche tecniche per essere classificata come provinciale. In ogni caso ritengo importante investire nelle aree montane e interne"

Strada Cavallara. "Ci tengo a ringraziare Gandola e Ridolfi per l'attenzione ad una delle tante problematiche che, come tanti comuni di montagna, quotidianamente ci troviamo ad affrontare. Da Sindaco sarei davvero felice se si potessero trovare altri enti che si possano prendere in gestione le situazioni critiche": lo dichiara Tommaso Triberti, Sindaco di Marradi, consigliere metropolitano del Pd e delegato della Città Metropolitana di Firenze alla Viabilità in Mugello, specificando che tuttavia "la strada della Cavallara non presenta i requisiti catastali e le caratteristiche tecniche per essere classificata provinciale".

"Ritengo però importante - continua Triberti - che la Città Metropolitana sia al fianco dei Comuni, specie quelli montani, nel chiedere a Regione e governo di investire e di sostenere queste realtà. Si fa un grande parlare di aree interne finalmente, ora bisogna però investirci davvero. Dalla prevenzione al dissesto idrogeologico e dal garantire una dignitosa viabilità e quindi vivibilità, può partire un rilancio di queste aree da troppo tempo lasciate margini. Come Città Metropolitana in questi ultimi anni è stato fatto molto e molto c'è ancora da fare per rispondere ai bisogni dei territori. L'impegno è di continuare il percorso per essere sempre più vicini ai comuni e quindi ai cittadini".

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