Mostro di Firenze: In uscita l’aggiornamento del libro cult sulla vicenda

La nuova edizione aggiornata al 2020, autore il giornalista Paolo Cochi, contiene tutte le ultime novità sul caso e tanta altra documentazione inedita

Cultura
visibility1834 - martedì 31 marzo 2020
di Saverio Zeni
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parziale di copertina
parziale di copertina © Paolo Cochi

Tanta documentazione in più ed una interessante pista percorsa dai Carabinieri di Borgo nel 1984, subito abbandonata, sono le novità del Libro di Paolo Cochi, giunto alla terza edizione che sarà pubblicato il 2 di aprile prossimo.

Un’indagine che portava direttamente in Mugello, che fu abbandonata nel 1985 e che forse poteva portare altri risultati utili nell’infinita indagine sul “mostro”. Tante pagine ed illustrazioni fotografiche, direttamente dagli archivi della documentazione processuale, sono contenute nel volume ormai diventato un cult per gli appassionati della vicenda, ma non solo.

Il libro “Mostro di Firenze – Al di la’ di ogni ragionevole dubbio Edizione 2020 – Runa editrice” non sposa alcuna tesi specifica, ma approfondisce in maniera meticolosa e documentale tutti gli aspetti editi ed inediti del caso più complesso e controverso della storia giudiziaria e criminale di questo paese.

L’edizione è molto più corposa della precedente ed è ampliata in 550 pagine di attenta analisi critica. Ben 200 pagine in più della precedente edizione.
Suddiviso in tre parti, risulta il testo più completo in termini d'informazioni. L’ultima parte è dedicata all’indagine ancora in corso.

L’autore del libro ci spiega:“ Ritenevo necessario un aggiornamento, in quanto il libro era stato scritto nel 2016 e nel frattempo le mie ricerche sono proseguite. Ricerche che hanno riguardato, sia il reperimento di “nuova” documentazione, che l’acquisizione di testimonianze di persone che all’epoca avevano “toccato” la vicenda. Storia che nell’ultimo periodo si è arricchita di nuovi indagati e di nuove indagini che ho ritenuto importante documentare nella nuova edizione“

Cosa cambia rispetto all’edizione precedente?

L’ottanta per cento del libro è stato completamente riscritto. La prima parte, che si presentava molto enciclopedica ed in alcuni punti molto lacunosa in termini di dati, è stata riscritta e implementata corposamente da documenti e testimonianze. La seconda è stata anch’essa implementata anche da interventi di professionisti. La terza, invece racconta documentatamente l’ultima indagine e come i media hanno affrontato l’argomento, tornato nuovamente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Ho ritenuto opportuno, essendo il promotore del progetto libro-documentario, che l’edizione ultima non contenesse testo di persone che si dedicano a tutt’altra attività professionale. Il testo è un’analisi molto critica, ma lo fa documentando e in modo costruttivo. La storia può ancora, a mio avviso, ottenere dei risultati investigativi definitivi, nonostante gli anni trascorsi.

Come mai questa bruttissima vicenda è ancora cosi attuale e seguita?

Io penso che la verità processuale parziale emersa non corrisponda alla verità storica, questo lo dico con tutto il rispetto per chi ha lavorato e si è impegnato per il raggiungimento della verità. E’ palese ormai che furono commessi degli errori, generati spesso da infiniti tentativi di depistare le indagini, credo inoltre che si debba continuare a indagare e cercare una verità più “vera”. Per questo motivo che continuo il mio lavoro di ricerca, nel mio piccolo, ovviamente nel rispetto dei ruoli. Non essendo un investigatore, mi limito a documentarmi e a riportare ciò che riscontrabile in modo tangibile. Credo che questo è tutto quello che si possa fare. Evitare il più possibile gli errori del passato, dove molto spesso ci si “innamorava” della propria tesi e la si perseguiva a tutti i costi.

Negli ultimi capitoli parli di una pista alternativa, ci vuoi spiegare meglio?

Premetto che non è una mia tesi, bensì un’indagine dei CC con tanto di rapporto, che riporto nel libro e che porta dritti filati in Mugello. Io ho solo avuto la tenacia di cercare nelle carte. L’ha riporto per come fu espressa, senza mie considerazioni. Vi è da aggiungere che sono molti altri gli elementi che vanno a collocare questa regione geografica come epicentro della vicenda. Il lettore potrà e dovrà formarsi una propria idea sulla base dei dati documentali, il mio compito è solo quello di metterli in evidenza.

Quindi la soluzione del caso puo’ trovarsi nelle carte?

Io penso di si. Ma il compito di approfondimento è degli investigatori, che se lo riterranno opportuno andranno a verificare determinate situazioni, persone e luoghi. Io faccio solo il documentarista.

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