Il diario di Fulvio Tucci e la seconda brigata Rosselli di Giustizia e Libertà in Mugello

Cultura
visibility241 - lunedì 29 novembre 2021
di redazione
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Il frontespizio
Il frontespizio © N.c.

E' uscito il diario-racconto di Fulvio Tucci sulle vicende della seconda Brigata Rosselli di Giustizia e Libertà che operò nel Mugello. Nell'autunno del 1943 un gruppo di amici giovanissimi costituì una banda di 'ribelli', che di lì a poco sarebbe diventata la Seconda Brigata Rosselli di Giustizia e Libertà, la formazione partigiana azionista che operò sulle montagne del Mugello. In questo diario racconto Fulvio Tucci ripercorre le tappe di questa coinvolgente avvenura di libertà. 

Così inizia la prefazione del libro:

Nell’autunno del 1943 a Ronta, in Mugello, un gruppo di ragazzi giovanissimi, coraggiosi, sognatori e forse “un po’incoscienti”, costituì in pochi giorni una banda di ribelli, come amavano definirsi, che di lì a poco sarebbe diventata la seconda Brigata Rosselli di Giustizia e Libertà.
La scelta di agire contro il fascismo, che si stava riorganizzando sotto l’egida degli occupanti tedeschi, maturò in quei giovani ben prima dell’acquisizione di una chiara coscienza politica, come atto di ribellione alle imposizioni, alla prepotenza, all’oppressione materiale e morale. Furono il gusto per una libertà politica presagita, ma mai sperimentata da adolescenti cresciuti sotto il regime, l’amicizia profonda che univa questi ragazzi e queste ragazze e un genuino ideale di giustizia e di fratellanza ad originare e alimentare il desiderio di condividere un sogno, un’utopia e di contribuire attivamente alla lotta di Liberazione.....

Questa invece la biografia di Fulvio Tucci:

Fulvio Tucci nacque a Ronta nel 1919.
Alla fine del secondo conflitto mondiale, che dopo l’8 settembre del 1943 lo vide impegnato nella Resistenza azionista, Fulvio completò gli studi laureandosi in chimica all’Università di Firenze. In quel periodo si impegnò politicamente nelle ACLI e nella Democrazia Cristiana, seguendo la corrente sociale di ispirazione lapiriana.

Insegnò alla scuola di avviamento professionale e presso l’Istituto salesiano di Borgo San Lorenzo. Nel 1955 fu assunto come chimico allo zuccherificio di Sant’Agata (Scarperia).

Nei primi anni 60 fondò con altri due imprenditori mugellani la Pastucol (l’antenata dell’Ipt) un’azienda per la produzione di sacchetti di plastica, nata in Via del Pozzino a Borgo San Lorenzo e trasferitasi poi negli stabilimenti di Pianvallico e di Cesenatico. L’impresa ebbe un notevole successo in una fase di in cui il settore delle materie plastiche stava crescendo rapidamente. Nel momento di massimo sviluppo l’azienda arrivò a contare fino a seicento dipendenti. Fulvio, che si occupava soprattutto degli aspetti tecnici della produzione, in quello stesso periodo, creò una società per la progettazione e la costruzione di termosaldatrici rotative automatiche, i cui modelli furono utilizzati nelle fabbriche Pastucol, ma anche commercializzati, in Italia e all’estero.

Morì nel 1967 dopo una lunga malattia che gli era costata ben undici interventi chirurgici al midollo spinale e gli aveva tolto l’uso delle gambe, senza però privarlo della sua autonomia. Aveva infatti progettato e realizzato delle modifiche pionieristiche all’auto che gli permettevano di guidare usando soltanto le mani e ideato, nella sua casa, sistemi per muoversi più agevolmente. Fino all’ultimo, nonostante l’acuirsi della malattia, che gli provocava momenti di grande sofferenza fisica, rimase immerso nei suoi progetti e nei suoi sogni.

 

 

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