Una bella novità nel Parco della Rimembranza di San Piero, con i colori della nostra bandiera

Curato dal Gruppo Alpini

Cronaca
visibility411 - lunedì 03 agosto 2020
di Redazione OK!Mugello
Le piante
Le piante © Elisabetta Boni

Il gruppo Alpini di San Piero a Sieve si prende cura da tempo del Parco della Rimembranza, dedicato ai caduti delle due Guerre Mondiali, i cui nomi sono impressi sulle targhe del cippo in pietra che vi campeggia. Realizzato nel 1925 in luogo del vecchio cimitero attiguo alla Pieve di San Pietro, grazie anche al sostanziale apporto del Cav. Antonio Frilli, il parco è protetto da un imponente cancello in ferro che, pure quando è chiuso, ne lascia intravedere anche dall’esterno il colpo d’occhio, quello di un austero giardino ben tenuto, con due bassi filari di siepi che delimitano il viale di ghiaia che conduce al monumento.

Quest’ultimo, oltre alle lapidi, è impreziosito da un bassorilievo dello scultore sanpierino Giorgio Rossi. Sebbene i numerosi cipressi, presenti in origine, siano stati tolti per una qualche ragione molti anni fa, l’atmosfera che vi si respira è comunque solenne, ed entrarvi è sempre una forte emozione. Sono trascorsi ormai quindici anni da quando, in occasione dell’ottantesimo anniversario della realizzazione del Parco, gli Alpini accolsero un evento che diede risalto al sostanziale ripristino del sito, avvenuto in collaborazione con l’ente locale. Da allora la sua manutenzione è stata costante, soprattutto per l’impegno personale del socio Gino Martini, e di Sauro Damiani del Vivaio Le Mozzete, consulente e fornitore della materia prima utilizzata per abbellire la zona.

Ho avuto l’onore di ammirare una delle ultime decorazioni proprio in questi giorni, su invito di due rappresentanti del comitato: Renzo Cavaciocchi, che ne è anche il coordinatore, e Marcello Mari, che fa parte della schiera di ‘amici degli Alpini’, tanto graditi quanto necessari a mantenerne lo spirito.

Si tratta di tre vasi in cotto allineati ai piedi del monumento, che sfoggiano rispettivamente piante di begonia rossa, bianca, ed un bosso sempreverde, disposti a simboleggiare il tricolore italiano. Una cosa molto semplice e sobria, nata dal suggerimento di un amico che ha a cuore il paese e il Parco, ma che evidenzia come ancora, nonostante il numero dei componenti sia passato dagli iniziali ottantaquattro agli attuali ventisei, il gruppo sia ancora vivo e vegeto. ‘Certo – dicono Renzo e Marcello – siamo tutti in là con l’età, e tante iniziative come la Smarronata, che nel 2005 fu realizzata per la ventiquattresima ed ultima volta, non possiamo più farle, ma mantenere il Parco, e partecipare ai vari ritrovi, ed al raduno nazionale degli Alpini, sono abitudini alle quali teniamo (salvo la pausa Covid), e che ci fanno sentire ancora legati ai valori racchiusi nel motto Dio-Patria-Famiglia’.

Ed è con orgoglio che mostrano la loro nuova creazione floreale, ad onorare la memoria dei caduti, e mi accompagnano nella vicina sede, alla quale si accede attraverso oltre trenta ripidi gradini. Con la voce interrotta dal fiatone, alla domanda se non abbiano mai pensato di trasferirsi ad un piano più basso, rispondono pronti, citando Don Novello Chellini, il Pievano che assegnò loro il locale nel 1982, che ‘gli Alpini devono salire sempre…’. Certo certo… questione chiusa.

Oltretutto, le stanze a disposizione, un tempo adibite a granaio della Pieve, furono interamente restaurate da loro ed in particolare, come ricorda una targa appesa, grazie al lavoro di Marcello Lascialfari. Indispensabili poi, negli anni, anche la vicinanza e gli aiuti di alcuni personaggi locali che non sono più con noi, come l’industriale Rossano Bettini e il Cancelliere Giuseppe Francolini, solo per citarne qualcuno. Ma un ultimo tributo va a buon diritto al primo fondatore del Gruppo sanpierino, il Generale di Corpo d’Armata Goffredo Puccetti che fra l’altro ha lasciato al sodalizio una vetrina con una casacca Garibaldina da lui indossata il 19 giugno 1917 nella battaglia dell’Ortigara, sulla quale sono ancora visibili i fori delle schegge di bomba a mano che lo colpirono, insieme al cappello, alle mostrine ed a due lance indigene trofeo della guerra d’Etiopia.

Insomma, una storia che parte da lontano, e che tuttora continuamente… rinverdisce.
Elisabetta Boni

Nelle foto: Il Parco della Rimembranza di San Piero a Sieve, particolari del monumento con i vasi che formano il tricolore italiano, la teca con la casacca Garibaldina del Gen. Puccetti e gli intervistati Renzo e Marcello, rispettivamente coordinatore e amico del Gruppo Alpini San Piero a Sieve

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