Rave party la notte di San Silvestro all'Alpe di Poti (Arezzo). Presenti in centinaia

L'intervento delle forze dell'ordine in una zona montana isolata per sgomberarla.

Cronaca
visibility285 - domenica 02 gennaio 2022
di redazione
la zona del rave party abusivo
la zona del rave party abusivo © n.c.

La sera e la notte del 31 dicembre sono intervenute le forze dell'ordine per tentare di allontanare e disperdere 500 persone provenienti da tutta Italia, assembrate in un terreno fra un vecchio albergo abbandonato e i ruderi di un casolare all'Alpe di Poti, una zona montana sopra Arezzo.

Ma i partecipanti non sono andati via. Secondo quanto si è appreso, nella notte ci sono stati momenti di tensione con le forze dell'ordine che hanno eseguito posti di blocco per fermare il flusso di auto. Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza hanno presidiato la zona.
Nel luogo scelto per il rave abusivo, che si trova a una dozzina di chilomemtri dalla città di Arezzo, sono arrivati i primi giovani con casse e attrezzature per fare musica intorno alle 21 del 31 dicembre.

Sul posto sono intervenute subito pattuglie di Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale per fare posti di blocco e cercare di fermare la festa. Il presidio è andato avanti tutta la notte in una zona priva di abitazioni, con poche radure e molti boschi, piuttosto pericolosa anche da raggiungere visto che ci si arriva per strade strette e in parte sterrate e peraltro sul posto gravava una fitta nebbia e c'era molta umidità.

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I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 04 gennaio 2022 alle 16:53 :

    Certe notizie fanno ridere? No!!! Fanno piangere di rabbia. come cinquecento coglioni ubriaconi drogati e spacciatori prendono per il sellino forze dell'ordine e uno stato ? Tolleranza zero, arrestati e tremila euro di multa minimo Rispondi a Mugelli Giampiero

    Simone Zaccherelli ha scritto il 11 gennaio 2022 alle 17:38 :

    Lo Stato quando vuole fare le cose le fa.. caro Giampiero, non voglio offendere, ma fatti due domande.. Rispondi a Simone Zaccherelli