La riflessione

Diritti donne. La 'zona fucsia' di NonUnaDiMeno . Ed elenca i limiti del Mugello, per aborto e altro

Come è messo il Mugello?

Attualità
visibility294 - venerdì 20 novembre 2020
di Redazione
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donne © N.c.

Il lungo comunicato del gruppo NonUnaDiMeno-Mugello in merito ai diritti delle donne, all'aborto e all'autodeterminazione: Le donne stanno lottando in ogni parte del mondo a causa degli innumerevoli attacchi all’autodeterminazione! Sulle cronache dei giornali nelle ultime settimane sono apparse le immagini delle manifestazioni immense delle donne che in Polonia hanno difeso a gran voce il diritto all' interruzione terapeutica di gravidanza, che la casta politica e religiosa dominante vuole vietare! La contraccezione gratuita, il pieno accesso all’aborto, l’educazione a una sessualità libera sono ancora negati o fortemente ostacolati in moltissimi Paesi, anche in Italia. Proprio in questo momento assistiamo al tentativo di sottrarre alle donne il potere e la libertà di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, con la diffusione massiccia negli ospedali dell’obiezione di coscienza, il che significa un attacco feroce all’aborto libero, gratuito e assistito!

L’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese è diventato un vero percorso a ostacoli: il numero di medici obiettori ha raggiunto una media nazionale del 70%, con punte del 90% in alcune regioni. La pillola abortiva RU486 è somministrata da pochi ospedali e in modo limitato. Non va molto meglio per i percorsi di consulenza e controllo per la salvaguardia della salute della mamma e del nascituro durante la gravidanza e dopo il parto.

Non esistono per le donne diritti acquisiti: dobbiamo sempre e comunque lottare per avere ciò che ci spetta per legge e per mantenere i diritti conquistati con le lotte delle donne che ci hanno preceduto! E noi continueremo a lottare! Vogliamo vivere una sessualità libera: per questo abbiamo bisogno di AUTODETERMINARCI e non possiamo sottostare ai ricatti di medici, di religiosi, di uomini che decidono per noi. La sanità deve essere pubblica, laica e a nostra misura, i consultori DEVONO ESSERE APERTI alle donne e a tutti i soggetti portatori di bisogni: gay, lesbiche, trans, di qualunque età e provenienza, cittadini italiani e migranti. Le strutture devono essere efficienti con operatori competenti e non obiettori! BASTA FARE AFFARI E RISPARMIARE SULLA SALUTE DELLE DONNE!

Violenza sul corpo delle donne è tutto ciò che che ci toglie autonomia, potere e controllo sul nostro corpo! Tutto ciò che ci impedisce di vivere una vita dignitosa, in autonomia e sicura. Per questo vogliamo che le istituzioni sanitarie forniscano a tutte le donne, italiane e immigrate:

consultori che funzionano a pieno regime con tutto il personale competente previsto per legge e siano un luogo delle donne e per le donne, vogliamo accesso gratuito all’assistenza sanitaria per l’ivg, la gravidanza e il parto indipendentemente dalla cittadinanza e dai documenti. Vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie. Vogliamo la RU486, somministrata anche nei consultori pubblici. Vogliamo l’eliminazione delle sanzioni amministrative per le donne che ricorrono all’aborto fuori dalle strutture sanitarie pubbliche. Vogliamo l’educazione sessuale nelle scuole. Vogliamo condividere saperi e desideri.

Anche in Mugello la situazione non è delle migliori: alla richiesta di spiegazioni da parte nostra sull'impossibilità di fare l'Interruzione Volontaria di Gravidanza, cioè l'aborto chirurgico in ospedale (cosidetta IVG) in elezione nell’ospedale di Borgo San Lorenzo, ci è stato risposto che la causa è lo scarso numero di ginecologi non obbiettori!!! Tutto ciò è davvero l'ennesima violenza contro le donne. Sembra che il servizio, emergenza covid19 permettendo, riprenderà, anche se non ci è stato comunicato quando. Attendiamo poi di capire la fattibilità per la somministrazione al consultorio principale di Borgo San Lorenzo, della pillola abortiva, la RU486, che permetterebbe di ridurre le richieste verso l’aborto chirurgico fatto in ospedale, diminuendone di conseguenza gli accessi, che in questo periodo pandemico, sono da effettuarsi solo in caso di necessità.

Terremo d'occhio la situazione per verificare che durante l’emergenza il diritto all’aborto sia comunque e sempre garantito.

Per sostenere l'importanza del 25 NOVEMBRE e la lotta delle donne e di tutte le realtà di genere omo-lesbo-trans CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE ti invitiamo a INDOSSARE QUALCOSA DI COLOR ROSA FUCSIA E PORTARE UN FIORE SULLA PANCHINA ROSSA DEL TUO PAESE, che sia vero, finto, di carta! SE NON VUOI PIU' SUBIRE VIOLENZA DI GENERE O NON VUOI CHE NESSUNO PIU' LA SUBISCA FATTI VEDERE E FATTI SENTIRE, LA TUA BATTAGLIA È LA NOSTRA!

Né vittime, né eroine. Senza di noi il mondo si ferma!
Fb: NonUnaDiMeno-Mugello
nonudmmugello@ googlegroups.com

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I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 21 novembre 2020 alle 12:56 :

    lasciamo da parte politica e chiesa e pure i diritti delle donne come gestire il loro corpo e la loro sessualità e facciamo una riflessione. L'aborto è una cosa seria e ci dovrebbero essere regole ben precise. Ci sono decine di maniere per non rimanere incinte diamo la possibilità ad uomini e donne di non procreare se non vogliono far figli, ma se ciò non viene fatto una donna che rimane in stato di gravidanza non può abortire se non ci sono conseguenze di stupro o gravi per la mamma e il bimbo che nasce specialmente in momenti come questi dove i morti sono maggiori alle nascite. Educhiamo alla prevenzione e alla responsabilità che un feto è un bimbo e ha diritto di nascere Rispondi a Mugelli Giampiero