Caos nomine (e supplenze) a scuola. Lettera aperta di un professore precario

La lettera aperta a OK!Mugello da parte di un professore del nostro territorio, che ha insegnato al Giotto Ulivi e che ora non sa quale destino lo aspetta

Attualità
visibility2070 - venerdì 25 settembre 2020
di Redazione OK!Mugello
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Professore © N.c.

Ansia, rassegnazione, avvilimento, rabbia, questi sono i sentimenti che da professore precario di scuola secondaria provo nel vedere che a dieci giorni dall’inizio della scuola le supplenze assegnate sono “ballerine”. Si, perché in tre giorni si è assistito a una parziale pubblicazione delle proposte di nomina, seguite il giorno dopo dalla sospensione delle stesse da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale perché “si sono rilevate incongruenze che richiedono la revisione dei conferimenti di incarico a tempo determinato”, ieri pomeriggio è stata effettuata una pubblicazione delle proposte di nomina seguita, a poche ore, da una ulteriore rettifica perché “presenti dei refusi”.

In breve, molti colleghi supplenti degli istituti Giotto Ulivi e Chino Chini anche con molti anni di precariato, si sono trovati a prendere servizio nelle scuole e poi scoprire il pomeriggio che il contratto non era più valido. Oggi potranno prendere definitivamente servizio, a meno di ulteriori modifiche. A questo si aggiungono molti posti lasciati provvisoriamente vacanti sulle varie materie e sul sostegno.

Quest’anno scolastico doveva essere l’anno della “rivoluzione” nella nomina dei supplenti a scuola, con l’introduzione delle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) gestite dall’Ufficio Scolastico Provinciale. Graduatorie che, essendo di provincia e non più di Istituto, avrebbero dovuto accorciare i tempi di convocazione senza aspettare che ogni singola scuola chiamasse i professori.

Per ora la rivoluzione non si è vista, anzi i sentimenti prima riportati derivano proprio da questo. Le graduatorie che avrebbero dovuto dare la svolta sono piene di errori di attribuzione dei punteggi: chi ha un punteggio più basso di quanto avrebbe dovuto avere rischia il posto perché altri docenti sono passati avanti, chi ha ricevuto un punteggio maggiore è in ansia perché alla convalida del punteggio rischia di essere licenziato... Perché questo? Perché ogni docente ha auto dichiarato di possedere determinati titoli e il sistema ha determinato in automatico il punteggio, senza la minima verifica di quanto dichiarato. Lo stesso Ministero dell’Istruzione ha rilevato e confermato gli errori, ma ha categorizzato che le graduatorie sono definitive e non possono essere modificate.

L’Ufficio Scolastico Provinciale sta attribuendo le supplenze secondo un ordine di priorità chiesto agli aspiranti supplenti (ordine di preferenza sulla materia e/o ordine di preferenza sulla scuola) senza però pubblicare come avrebbe proceduto. Le proposte sono assegnate in ordine di priorità sulla materia? In ordine di priorità sulla scuola? Nessuno lo sa, nemmeno i sindacati.

Data la poca trasparenza nelle assegnazioni, come docenti, abbiamo chiesto all’Ufficio Scolastico Provinciale di fare le convocazioni in presenza (naturalmente rispettando tutte le normative Covid19) in modo da essere più rapidi ed evitare che docenti mugellani vengano assegnati nell’empolese e viceversa. Purtroppo non sarà così, con le proposte pubblicate asetticamente su un sito web e le caselle riempite senza sapere come.

Al momento, io che ho cinque anni di insegnamento alle spalle, ancora non saprò se insegnerò ancora, quale materia e dove. Tutto questo alla faccia della continuità didattica, alla faccia degli alunni che tutti gli anni si trovano professori nuovi, alla faccia delle scuole che ogni inizio anno devono fare i miracoli per poter accogliere gli studenti.

Francesco Aretini

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