Gruppo Mastrolia compra Mukki: Riorganizzazione (e tagli). Moschetti: potrebbe essere opportunità

La famiglia Mastrolia si "beve" la Centrale del Latte. Comune di Firenze e Regione Toscana restano soci. Voci contrastanti dalla politica. Difendere l'alta qualità del Mugello è un imperativo

Attualità
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di Nadia Fondelli
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Mukki passa di mano
Mukki passa di mano © Mukki sito web

Il maxi gruppo agroalimentare emiliano Newlat si porta a casa la maggioranza azionaria della Centrale del latte d'Italia (Cli) che detiene anche il marchio Mukki. Pronta anche l'offerta di acquisto e scambio sulla società, valutata poco meno di 40 milioni. Un''operazione che porterà alla nascita del terzo polo del latte in Italia dopo Granarolo e Parmalat con un fatturato di circa 500 milioni.

Il gruppo dei Mastrolia aggiunge così ai brand in suo possesso (Polenghi, Giglio, Buitoni) anche quelli in portafoglio alla Centrale del Latte d'Italia, ovvero 120 prodotti diversi prodotti del settore caseario che vanno dal latte, agli yogurt, alle bevande vegetali. Tra i marchi più noti, oltre alla fiorentina Mukki, ci sono TappoRosso e Tigullio.

ll progetto prevede che Centrale del Latte d'Italia diventi una piattaforma di riferimento facendo leva sulle filiere di Toscana e Piemonte, oltre che sulla continuità manageriale, sotto la guida di Angelo Mastrolia, presidente esecutivo di Newlat Food ed Edoardo Pozzoli, Ad della società acquisita. Dopo la conclusione dell'affare In Borsa, Newlat ha fatto il botto ed è salita dell'1,55% a 5,24 euro. Nel piano si prevede di riorganizzare la produzione locale senza però, si dice, rovinare il patrimonio produttivo locale ma tagliare sulle inefficienze (si prevedono, secondo il quotidiano La Nazione, tagli per 6 milioni di euro nell'immediato e per 12 nel lungo periodo.

L'Opas impone ai soci toscani, che detengono il 25,7%, di scoprire le loro carte. Questi sono il Comune di Firenze con l'11,91%, Fidi Toscana col 6,21%, il Comune di Pistoia con 5,3% e Camera di Commercio di Firenze con 2,31% e dovranno decidere cosa fare.
Secondo il Sole 24 Ore, il Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Firenze e la Regione Toscana resteranno soci di minoranza del nuovo campione nazionale che nascerà dopo che Newlat Food acquisirà tramite Opas la Centrale del Latte d’Italia. Uscirà invece dalla compagine, l’altro socio pubblico di Centrale del Latte d’Italia, cioè il Comune di Pistoia.

La notizia non è andata giù al Consigliere regionale Paolo Marcheschi (FdI) che commenta "Il comune di Firenze, Camera di Commercio e Fidi Toscana devono garantire la presenza di capitale pubblico per difendere la qualità dei produttori del Mugello.

Ottimisti Palazzo Vecchio, Camera di commercio e Fidi Toscana, che già in contatto col nuovo socio hanno apprezzato che Newlat abbia definito la filiera toscana filiera produttiva di alta qualità e fiore all’occhiello anche per i prodotti biologici in grado di offrire ai consumatori italiani una gamma di prodotti unici con brand storici e di grande rilevanza territoriale. Comune, Camera e Fidi Toscana ribadiscono l’importanza e la centralità dello stabilimento fiorentino del latte, dei lavoratori e della filiera del territorio, ritenendo questi elementi occasione per il rilancio di tutto il gruppo e per il raggiungimento di risultati importanti.

Nei giorni scorsi l'Unione dei Comuni del Mugello aveva dichiarato di seguire con attenzione la questione (clicca qui) a tutela dei produttori del Mugello. Oggi (mercoledì) il quotidiano La Nazione riporta comunque le dichiarazioni del presidente dell'Unione dei Comuni del Mugello (Phil Moschetti) che dichiara un'apertura di credito nei confronti dei nuovi acquirenti della centrale, spiegando che tra i marchi del gruppo Mastrolia Mukki potrebbe diventare sinonimo di qualità e di biologico. Non resta, insomma, che stare a vedere.

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