Il boom dei vini mugellani. Una lettera critica

Il Mugello è terra di vino? Le riflessioni di un lettore

Attualità
visibility2034 - martedì 17 dicembre 2019
di Redazione OK!Mugello
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Vigneto
Vigneto © N.c.

Scrive alla redazione il lettore Daniele Baldoni: Il Mugello ha visto negli scorsi 6-7 anni un proliferare di piccoli produttori locali di vini (per la verità sostanzialmente Pinot nero) che hanno guadagnato una certa notorietà, sono stati distribuiti quale più quale meno a livello nazionale e sono stati recensiti positivamente su siti specializzati. Ora, al di là della qualità del prodotto obiettivamente buona (ci mancherebbe, con i prezzi che riescono a spuntare), la mia considerazione è un'altra.

Il Mugello è una zona naturalmente e storicamente vocata alla viticoltura? La risposta è un reciso NO. Una stretta valle, con scarso soleggiamento, nebbia frequente e persistente, il nostro bellissimo Mugello è terra di marronete ed ottimi marroni.
C'è poi un po' di agricoltura dove il fondovalle diviene più ampio e grazie ai moderni sistemi intensivi. Frutta meno che mai. Io ricordo che da ragazzo mi dicevano che l'unica zona dove il vino veniva buono era quella a Vicchio di San Pier Maggiore.
O ora capisco perché. A parte la qualità del terreno che non sono in grado di valutare, certamente l'altezza ed il soleggiamento sono ottimi. Ma per il resto sono marroni, funghi e tartufi, tutti frutti dell' ombra.

E allora questo vino così buono e così recente? E qui mi torna in mente la sentenza di un anziano ed esperto signore con cui mi sto imparentando. "Ormai il vino buono lo puoi fare anche in un fosso: basta pagare un enologo di medie capacità". Ed è questo, nessuno me ne voglia, il segreto di questo improvviso fiorire di vino buono nel Mugello.
L'avere fatto pesantemente ricorso alle competenze, malizie, arti e segreti degli enologi. Uno fra tutti la scelta del vitigno che è sempre, e dico sempre, solo e soltanto il Pinot nero. Il perché è facile da capire. È un vitigno del nord Italia dove le estati sono brevi e piovose e la luce è scarsa. Ma il Pinot matura presto, e questo è il primo dei segreti. Poi ci sono le tecniche enologiche della vinificazione: una vera e segretissima alchimia.
E così si ottiene un vino di buona qualità e gradi alcolici. Questo per dire che la scoperta del Mugello come terra di vini di pregio non è certo artificiale, questo no assolutamente,
ma ARTIFICIOSA di sicuro.

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commenti
I commenti degli utenti
  • Luca Signorini ha scritto il 14 gennaio 2020 alle 23:08 :

    Articolo di un incompetente .....il signore non e' mai stato nella nebbiosa fredda e placida borgogna dove i pinot neri sono tra i piu buoni al mondo ....anche sul mare il vino non veniva bono ......poi e' arrivato il taglio bordolese di bolgheri ....... Rispondi a Luca Signorini

    Daniele Baldoni ha scritto il 30 gennaio 2020 alle 06:43 :

    Infatti io non sono un ' competente' ma un curioso osservatore che non teme di esprimere la sua opinione. Attenzione però ad essere TROPPO competenti. Quanto poi a fare parallelismi tra il Mugello e la costa toscana che ha dato vita al primo e insuperato Supertuscan, e ancora di più con la Borgogna.....ecco.... mi sembra un po' ardito. Rispondi a Daniele Baldoni

  • Madaffacca ha scritto il 19 dicembre 2019 alle 06:42 :

    Che analisi superficiale, perfettamente in linea con questi tempi dove l'ignoranza è vista come pregio. Il lavoro di gente competente come un enologo bollato come un'artificiosa alchimia. I bei tempi andati, quelli in cui era solo la natura a dettare le leggi, erano quelli in cui la gente moriva per il morbillo. Per il vostro tenore di vita che vi permette di pontificare dietro una tastiera dovreste ringraziare chi sta cercando di comprendere meglio e plasmare la natura che ci circonda. Rispondi a Madaffacca

    Daniele Baldoni ha scritto il 09 gennaio 2020 alle 07:00 :

    Caro Madaffacca: forse le tue opinioni non coincideranno con le mie ma per bollare una persona come un ignorante è necessaria una maleducazione che non ti invidio. Quanto al nascondersi dietro allo schermo del computer questo lo fai tu con il tuo penoso nom de plume mentre io firmo quello che scrivo con nome e cognome. Infine riguardo alle mie condizioni economiche, che non ti riguardano, posso dirti che non vivo sotto un ponte perché ho lavorato tutta la vita. Comunque se vuoi informarti su questo argomento tramite vie traverse che non mi sorprende che tu possa avere, ebbene fallo pure perché non ho nulla da nascondere. Ti faccio tanti auguri perché mi sembra tu ne abbia un bisogno disperato. Rispondi a Daniele Baldoni

  • matteo pieri ha scritto il 17 dicembre 2019 alle 08:27 :

    E' un fatto estremamente positivo per il mugello che si sia compreso che il pinot nero riesca così bene anche lungo SIEVE. Ben vengano vini di qualità, recensioni positive, nuovi produttori.. Anch'io ricordo che i vini che si facevano una volta nella piana a base di sangiovese per berli bisognava "farci la bocca"come dicevano i nonni. Rispondi a matteo pieri

  • Marzio politi ha scritto il 17 dicembre 2019 alle 08:18 :

    Vi sono piccole aziende in Mugello che non hanno ne enologo ne agronomo. Il signore dovrebbe girare per le cantine e assaggìare qualche sangiovese mugellano informarsi sul metodo agricolo e di produzione, potrebbe incappare in qualche positiva sorpresa Rispondi a Marzio politi

  • Piero ha scritto il 17 dicembre 2019 alle 06:44 :

    Concordo in pieno. L'olio e non il vino, è prodotto del Mugello. Rispondi a Piero