Londa: botta e risposta tra Cagnacci e Cuoretti

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visibility3071 - martedì 11 giugno 2019
di Eleonora Cortopassi
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Londa: botta e risposta tra Cagnacci e Cuoretti
Londa: botta e risposta tra Cagnacci e Cuoretti © n.c.

Il 30 maggio 2019, l’ormai ex esponente della Giunta di Londa Barbara Cagnacci, ha scritto un’interpellanza al nuovo sindaco, Tommaso Cuoretti, in cui ha chiesto delucidazioni su come la nuova giunta intenda realizzare i progetti ancora in itinere iniziati dall’amministrazione precedente.

Questi progetti, considerati come l’eredità della vecchia amministrazione, riguardano vari aspetti; ne citiamo alcuni tra i più significativi. La costruzione nell’area verde Lago dei giochi inclusivi; i lavori esterni al retro dell’edificio scolastico di via Roma e la realizzazione sia di una palestra che di un giardino di pertinenza all’edificio; i lavori sulla strada di Rincine, sospesi a causa della frana in direzione Stia del 26 maggio scorso; la realizzazione di un progetto per la riqualificazione dello Chalet Lago; la rimozione delle barriere architettoniche alla scuola per l’infanzia; la manutenzione delle strade comunali; la realizzazione del marciapiede in via Roma; la sistemazione di via Falcone, in termini di viabilità, area verde e nuovi parcheggi; la ricerca di fondi per portare a termine i lavori all’ASL sotto la scuola nell’edificio polivalente in via Roma.

Nell’interpellanza e della Barbara Cagnacci esprimeva l'augurio di poter discutere di queste questioni già nel primo consiglio comunale, all’epoca dei fatti in via di convocazione.

A questa interpellanza è seguita la risposta del nuovo sindaco Tommaso Cuoretti che di sotto riportiamo in versione integrale. In sintesi, Cuoretti ringrazia la “collega“ per averlo edotto sulle materie citate nell’interpellanza, ma esprime l’impossibilità di parlare di certi argomenti nel primo consiglio, che di norma ha una valenza istituzionale e serve al sindaco neo eletto per prestare giuramento di fedeltà alla Costituzione. Ritiene, afferma, che il primo consiglio “utile“ nel quale potrà avere le auspicate risposte non possa essere prima del deposito delle linee programmatiche di mandato (90 giorni), per cui si auspica di poter accorciare i tempi assegnati dalla legge allo scopo di consentire alla nuova amministrazione di iniziare subito a lavorare per la sua realizzazione. 

A ciò segue un ulteriore intervento scritto della Cagnacci, indirizzato sia al sindaco di Londra che al presidente del consiglio comunale, Aldemaro Grazzini. In questo testo, la Cagnacci spiega che la lista presentata nell’interpellanza non era del tutto completa, ma che era solo la 'punta di un iceberg' e di una serie di progetti comunque sia finanziati e realizzabili. A nome del Centro Sinistra per Londa, partito di cui è esponente, ha espresso perplessità e contrarietà in merito ai motivi giuridici addotti dalla nuova amministrazione per il rinvio della discussione che ha fatto saltare il giorno del primo consiglio utile (in quanto il sindaco cita lo statuto del Comune di Londa, che fissa a 90 giorni il termine per presentare al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato).

In realtà, scrive la Cagnacci, l’articolo 43 dei Diritti dei Consiglieri, al comma 3, prevede che: “il sindaco con il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati rispondono entro 30 giorni alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalità della presentazione e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare“. Quindi, la risposta della nuova amministrazione non la soddisfa, dal momento che non è pertinente né di diritto né sul merito, in quanto i precetti oggetto dell’interpellanza sono tutti progetti in itinere, che la struttura amministrativa di Londa sta portando avanti in base alle scelte politiche amministrative della giunta precedente, senza soluzione di continuità, a meno che non sia intercorsa una volontà di sospensione e di rottura riguardo, di cui, in quanto organo di vigilanza e di controllo, la minoranza all’opposizione vuole avere risposte e rassicurazioni urgenti e comunque al massimo nei tempi di legge dei 30 giorni dalla data di presentazione dell’interpellanza.

 

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