Migranti & iscrizione anagrafica. Richiesta al Mugello: "Continuare a garantirla"

Attualità
visibility533 - giovedì 21 febbraio 2019
di Redazione OK!Mugello
Più informazioni su
Migranti & iscrizione anagrafica. Richiesta al Mugello: Continuare a garantirla
Migranti & iscrizione anagrafica. Richiesta al Mugello: Continuare a garantirla © n.c.

Spiega una nota di Rifondazione, Liberamente a Sinistra, Anpi e Arci, con Ordini del Giono presentati a Borgo, Scarperia e San Piero e Barberino: Il Decreto sicurezza non può negare l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo. È un diritto irrinunciabile, i Comuni del Mugello continuino a garantirlo.

La legge 132 introduce una rivoluzione nel campo del diritto all’anagrafe, perché per la prima volta vuole negare in maniera chiara ed esplicita un diritto soggettivo perfetto a una categoria di persone - contravvenendo così a quanto previsto dalla Costituzione e da altre norme generali sull’immigrazione come il Testo unico del 1998.

L’iscrizione anagrafica infatti è un prerequisito per il rilascio del certificato di residenza e del documento di identità. Impedire l’ottenimento di questi due documenti ha una serie di conseguenze a cascata sull’accesso a servizi pubblici fondamentali come la presa in carico da parte dei servizi sociali, l’edilizia popolare, l’iscrizione al sistema sanitario nazionale o ai percorsi di inserimento lavorativo dei centri per l’impiego.

Proprio per questo è evidente come l’articolo 13, nel suo tentativo di negare il diritto anagrafico a una determinata categoria di persone, introduce un cambiamento che non è in alcun modo conciliabile con i principi costituzionali su cui è fondato il nostro ordinamento giuridico.

La pensa così la Giunta della Regione Toscana, che lo scorso mese ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale. La pensano così i sindaci degli oltre 60 comuni toscani che si sono uniti sottoscrivendo l’iniziativa del presidente Rossi. Tra le voci contrarie anche l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione ASGI, che in un comunicato ha ribadito la sua incostituzionalità e ha annunciato di aver già fatto partire numerosi ricorsi per violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Simili conclusioni sono state tratte anche da Altro Diritto. Siamo lieti perciò che l'appoggio all’iniziativa della Regione sia arrivato pubblicamente anche da parte del Sindaco di Borgo San Lorenzo.

Ad ogni modo, a prescindere da quel che la Corte Costituzionale avrà da dire in futuro sulla manifesta incostituzionalità della legge 132, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione. Nonostante il decreto sia stato scritto con la chiara intenzione di escludere i richiedenti asilo dall’accesso alla residenza, la norma nei fatti non riesce davvero a vietare loro l’iscrizione anagrafica, ma si limita a stabilire che il permesso di soggiorno per richiesta d’asilo non costituisce un titolo valido per l’iscrizione.

Il Decreto Sicurezza infatti continua a coesistere con il Testo unico sull’immigrazione, e in particolare con il suo articolo 6 comma 7, che ancora oggi dispone che allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio sia consentito di iscriversi all’anagrafe. In questo senso le modifiche introdotte dall’art. 13 devono essere interpretate in senso meno restrittivo da parte dei sindaci, che possono continuare a consentire l’iscrizione a seguito dell’esibizione di un altro documento che provi il soggiorno regolare del richiedente asilo nel paese. Sono adatti a questo scopo sia il modulo C3 (e cioè la domanda di asilo presentata in questura dal richiedente asilo al momento dell’arrivo in Italia) sia i documenti di identificazione redatti dalla Questura in tale occasione.

Sulla base di questa interpretazione emerge un quadro chiaro: nonostante le modifiche introdotte dall’art. 13, tutti i comuni non solo sono ancora in grado di erogare l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo ma sono in dovere di farlo in risposta a chiunque esprima volontà di iscriversi.

Questo è perciò quello che è stato chiesto dai consiglieri comunali di Rifondazione Comunista e LiberaMente a Sinistra alle Amministrazioni di Barberino, Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero e per lo stesso motivo chiediamo anche agli altri sindaci del Mugello di fare propria questa prospettiva ed elaborare, di concerto con con i responsabili dell’ufficio Anagrafe, una direttiva che riconosca la validità del modulo C3. Dare simili disposizioni per i Sindaci sarebbe inoltre non tanto un atto di disobbedienza civile in osservanza di valori morali e costituzionali, ma un semplice atto di “obbedienza civile” e di osservanza del quadro normativo vigente. Ne hanno già preso atto i comuni di Napoli e Palermo, che già si sono mossi in questa direzione.

Crediamo che le autorità locali del Mugello abbiano tutti gli strumenti per rifiutarsi di perpetrare una discriminazione istituzionalizzata che, oltre che essere ingiusta ed esasperare forme di disuguaglianza già estreme, rischia di avere conseguenze terribili sulla tenuta del tessuto sociale del nostro territorio.

Lavorare in questa direzione sarebbe un gesto di responsabilità civile tanto giusto quanto necessario. Un chiaro rifiuto rispetto ad una solidarietà solo di facciata. Se c’è da prendere alla lettera qualcosa, scegliamo la Costituzione e l’intero corpus di leggi in materia di iscrizione anagrafica.

Non vergogniamoci di rispettare la legge, specialmente quando si tratta di una legge che garantisce il rispetto dei diritti costituzionali di chi vive sul nostro territorio. Se è compito della buona politica guardare avanti, uniamoci a chi batte questa nuova strada perché altri comuni possano fare altrettanto dopo di noi. E facciamolo ad alta voce, così da ricordare a tutti che è ancora possibile restare umani.

ARCI Firenze

ANPI di Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, San Godenzo-Castagno d’Andrea e Vicchio

Rifondazione Comunista - Zona Mugello

LiberaMente a Sinistra

Clicca a fianco per l'Ordine del Giorno presentato a Barberino Odg Barberino

Clicca a fianco per l'Ordine del Giorno presentato a Scarperia e San Piero Odg Scarperia e San Piero

Clicca a fianco per l'Ordine del Giorno presentato a Borgo San Lorenzo Odg Borgo San Lorenzo





 

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • giampiero Mugelli ha scritto il 24 febbraio 2019 alle 11:23 :

    esiste una politica che da sempre anti ITALIANA che hanno preferito una bandiera qualunque al tricolore Italiano che hanno fatto dell' ITALIA una nazione con il debito pi alto del mondo povera storpiata senza futuro e negli ultimi vent'anni la pattumiera dell'Europa e nonostante la disapprovazione popolare continuano con il disfattismo. Forse nel loro pensiero democratico e nel loro DNA il tutto Rispondi a giampiero Mugelli

  • Alessandro ha scritto il 22 febbraio 2019 alle 10:23 :

    "le avvocate dellAsgi, Zorzella e Consolo, ritengono che liscrizione allanagrafe non sia necessaria per garantire laccesso ai servizi dei richiedenti asilo. Zorzella e Consolo ricordano che lo stesso decreto sicurezza prevede che sia assicurato agli stranieri laccesso ai servizi comunque erogati sul territorio ai sensi delle norme vigenti. In questo senso, secondo loro, i sindaci e gli amministratori locali dovrebbero chiarire in una circolare che sufficiente il domicilio per accedere ai servizi pubblici territoriali senza dover esibire liscrizione allanagrafe, e lo stesso varrebbe per i servizi privati (banche, poste, assicurazioni, agenzie immobiliari)." cit. Internazionale - A.Camilli 9 gennaio 2019 Rispondi a Alessandro

  • Alessandro ha scritto il 22 febbraio 2019 alle 10:00 :

    Basta leggere l'Art. 13 della Legge 113/2018 per rendersi conto che non cos... Le avvocate dellAsgi Nazzarena Zorzella e Daniela Consolo ritengono che il decreto non pone nessun esplicito divieto, ma si limita a escludere che la particolare tipologia di permesso di soggiorno possa essere documento utile per formalizzare la domanda di residenza quindi non viene vietata l'iscrizione all'anagrafe, inoltre dimentichiamo sempre che i dati anagrafici nei permessi di soggiorno sono dichiarati dal richiedente e non verificati n verificabili, allora anche io voglio avere il "diritto" di avere dei documenti con nome, cognome, data e luogo di nascita decisi da me, altrimenti siamo in presenza di una discriminazione nei miei confronti... o forse le cose stanno in un altro modo? Informarsi e riflettere l'unico modo per non essere vittime di pregiudizi e propaganda, in un verso e nell'altro. Rispondi a Alessandro