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Piscine Q5: gestione imbarazzante. Lo conferma indirettamente anche il Tar

La denuncia del consigliere di quartiere Matteo Chelli.

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Piscina Piscina © Pixabay
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Nelle scorse settimane il Tar Toscana (sentenza breve 1035/2023) ha disposto l’annullamento del provvedimento di esclusione della Rari Nantes A.S.D. dalla procedura di gara per l’assegnazione degli impianti natatori del Q5, in particolare delle micropiscine Don Minzoni e ITI, e del conseguente provvedimento di aggiudicazione della procedura alla società Virtus Buonconvento S.S.D. a R.L.
Da tutto ciò deriva l’obbligo di procedere alla rinnovazione delle operazioni di gara, data la riammissione della ricorrente illegittimamente esclusa.

L’Amministrazione, in particolare, avrebbe imposto un requisito per la partecipazione alla gara (ossia l’assenza di debiti pendenti con la medesima alla data di scadenza del termine per la presentazione delle offerte, ovvero l’aver presentato un congruo piano di rientro per l’estinzione dei debiti, assistito da fideiussione bancaria o assicurativa, approvato dalla stessa prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte) che, data la rilevanza non economica della gestione, ha finito per diventare un requisito generale di idoneità alla partecipazione (e non un requisito di idoneità tecnica e professionale suscettibile di determinazione discrezionale), come tale non previsto dal codice dei contratti pubblici e da considerare nullo.

Lo ribadisco, ancora una volta: la gestione delle piscine pubbliche del Quartiere 5 da parte dell’amministrazione si conferma, sotto tutti i punti di vista, a dir poco imbarazzante.
Cosa ha da dire in proposito l’assessore Guccione? E soprattutto, quelle associazioni che magari, vedendo tale requisito, non hanno presentato domanda di partecipazione?
Intanto i tempi si allungano e chi ci rimette sono i cittadini.

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