Il mostro di Firenze torna al cinema

Il regista Ferrario: "Oggi il film sul mostro di Firenze, lo rappresenterei nello stesso modo, sostanzialmente in 44 anni, le verità non sono cambiate"

Paolo Cochi Il Mostro di Firenze al di là di ogni ragionevole dubbio
visibility2863 - OkMugello - domenica 08 marzo 2020

Mostro di Firenze - il FILM - Intervista a Cesare FERRARIO

Cesare Ferrario regista del Film "Il mostro di Firenze " 1986 racconta scena e fuoriscena del suo Film Intervista di Paolo Cochi
Locandina del Film
Locandina del Film © n.c

Torna in sala il "mostro al cinema", dopo più di quarant'anni dal Film della Titanus, "Il mostro di Firenze" di Cesare Ferrario le cui riprese iniziarono nel Novembre 1985 e uscito nelle sale nell'aprile successivo, viene annunciato un "film Verita'".
A farlo è l'ex Capo della squadra Mobile, Michele Giuttari, che dopo aver scritto due libri sul tema e altri romanzi ispirati alla vicenda, ora vuole cimentarsi anche nel ruolo dello sceneggiatore cinematografico.

Ci aveva provato il giornalista Mario Spezi, cedendo i diritti di "Dolci colline di sangue" altro romanzo a quattro mani con l'americano Douglas Preston, ma poi non se ne fece nulla. Gli americani sembrano, ormai aver abbandonato l'idea. L'industria cinematografica da decenni tenta e ritenta di emulare, ciò che solo un bravo regista e autore italiano realizzò nel lontanissimo 1986.

Oggi a distanza di anni, chiunque voglia fare un film-verità sul mostro deve scontrarsi con una enorme problematica. Questa vicenda non è ancora finita e la verità sul caso NON esiste. Nessun produttore, che abbia il senso degli affari, investirebbe danaro in un film la cui storia non ha la parola fine. Ci sono ancora, indagini in itinere, nonostante siano passati più di mezzo secolo dall'inizio di questa orrenda vicenda.

Mega-produzioni americane, come quella di George Clooney o Tom Cruise che acquisirono i diritti dal libro di Spezi, non hanno piu' portato avanti questo progetto, ed hanno rinunciato alla produzione. Non è ancora arrivato il momento per un film verità, proprio perché non esiste ancora.

Il film cult che non riscosse molto successo nelle sale, anche perche' fortemente osteggiato, ma molto apprezzato dal pubblico degli appassionati e non solo, che sul mio canale youtube, dedicato alla vicenda ha quasi 15 milioni di visualizzazioni.
Un record quasi assoluto. "Il mostro di Firenze " del 1986 di Cesare Ferrario .

A proposito delle recenti "notizie" su un annunciata "nuova verità'" in pellicola, ho deciso di sentire il parere di uno che di cinema ne ha fatto parecchio. L'unico autore che ha portato l'argomento nelle sale di tutta Italia.

Cesare Ferrario Il regista ed autore del Film, che oggi vive all'estero e ci racconta la sua lontana esperienza cinematografica, quanto mai attuale.

Cesare cosa pensi di questa novità cinematografica e di questa vicenda che è ancora di grande interesse cinematografico?

"Se qualcuno mi proponesse, oggi, di fare un film sul mostro di Firenze, rappresenterei le stesse cose ho detto allora, perché sostanzialmente in 44 anni, le verità non sono cambiate, nonostante il "depistaggio" perché io lo ritengo tale, sulla ben nota "vicenda Pacciani" nelle indagini non si è avanzati di un centimetro rispetto al 1985"

Quindi il tuo film è più che mai attuale?

Direi di si nella sostanza. Oggi magari potrei realizzare un prodotto migliore, con più mezzi migliori e risorse. Ma lo rifarei identico nella storia a quello di allora. All'epoca io e la produzione passammo molti guai giudiziari. Nessuno si aspettava delle reazioni così ostili da parte dell'ambiente toscano Il film fu vietato in tutta la regione. Eravamo noi i "mostri" e da lì a cascata ci furono tutta una serie di vicende giudiziarie.

Nella realizzazione del film spiccava la presenza del giornalista Mario Spezi. Che contributo ci fu da parte sua?

"Prezioso al livello di dettagli ed d'indirizzo sul racconto delle indagini del tempo. Un ruolo importantissimo di consulente. Spezi mi porto' da Pier Luigi Vigna, che all'epoca era il Magistrato che si occupava del caso a Firenze, il quale mi disse testualmente: "Questa è una bella idea. Questo film potrebbe essere qualche cosa che può aiutarci a scoprire il mostro". Vigna aggiunse che sicuramente questa persona era un narcisista ed avendo noi degli indizi, si potrebbero disporre dei controlli di Polizia nelle sale dove viene distribuito.
Questo furono le parole che mi disse Pier Luigi Vigna, prima dell'inizio della lavorazione."
Collaborò alla stesura anche il criminologo dell'università di Modena Prof. De Fazio. Al quale io sottoponevo, man mano il mio lavoro.
Tutto quello che io ho fatto, scritto e realizzato e semplicemente di andare a cercare le emozioni che una storia come questa poteva suscitare nello spettatore.

Tu sei stato l'unico autore che è riuscito a portare nelle sale un film sul mostro di Firenze, con un'importante casa di produzione come la Titanus. Ora in questo periodo si parla di una nuova produzione ossia un film verità. Ma esiste una verità sul mostro secondo te?

Premetto una cosa importante che poi è una domanda che pongo a me stesso e a tutti quanti seguono la vicenda. Come mai dall'uscita del film a oggi, dopo una serie di delitti, scadenzati, tutti gli anni si può dire... non ci sia più stato un delitto del mostro di Firenze?
Questo è un punto di domanda che può suscitare un certo interesse o quantomeno delle curiosità.

Detto ciò, penso che, non so quali altre verità si possono villantare rispetto al passato. Perché mi sembra che la questione sia rimasta intatta. Si può ricostruire soltanto una copia di quello che io ho raccontato, ma onestamente, non si può andare oltre. Oggi "Le verità" sulla vicenda, non sono cambiate, la questione è rimasta intatta, li' ferma al 1986.

Il tuo film è più che mai attuale. Oggi farebbe un nuovo film sull'argomento?

Rifarei un Director's cut, nel senso che forse in tutti quei tagli dovuti alla censura, il film è stato orrendamente mutilato, per cui quello che potrei fare è una versione diversa da quella che usci' allora. Intervenendo tecnicamente con strumenti tecnici migliori. Questa potrebbe essere una cosa importante.

Io ho affrontato questa esperienza con molta onestà intellettuale, pur lavorando in un clima di ostilità. Ogni scena, ogni inquadratura e quant'altro, fu curata con dovizia di particolari, con dei collaboratori di altissimo livello. Se il film risulta lento, nella seconda parte è perché i tagli imposti dalla censura mi costrinsero a un montaggio molto laborioso.

Fu uno dei primi istant movie italiani, termine americano che imparai proprio in virtù della realizzazione del mio film.

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