Il terrore dei nostri giorni. Riflessione di uno psicologo

La Redazione Prevenire è meglio che curare
visibility8 - OkMugello - giovedì 03 dicembre 2015
Il terrore dei nostri giorni. Riflessione di uno psicologo
Il terrore dei nostri giorni. Riflessione di uno psicologo © n.c.

"Viviamo in un'epoca in cui le notizie e le paure che accompagnano sono trasmesse mediaticamente  con una intensità pari solo alla velocità con cui le informazioni si propagano da un capo all'altro del mondo". Inizia così la riflessione del nostro collaboratore e psicologo Loris Pinzani. Eccone il resto:

Le notizie di quanto accade in questi mesi fanno fulmineamente il giro del mondo e questo le rende in grado di generare un livello di ansia di grande rilevanza. Accade così che la simultaneità con cui la notizia viene trasmessa, amplifica il timore che esso si ripeta vicino a noi, nel luogo in cui ci troviamo al momento in cui si apprende l'informazione. Come a dire che il fatto di sapere immediatamente quello che accade ovunque espone ad una maggiore tensione.

In pratica accade che quando si viene a conoscenza di una certa notizia con maggiore differenza di tempo si è portati a sottovalutarla, dal momento che per sua natura l'uomo è portato a stimare con maggiore severità quello che sta avvenendo oppure è appena accaduto rispetto a quello che si è svolto  nel passato. Questa caratteristica tipicamente umana ha delle ripercussioni psicologiche rilevanti, che tutti possiamo osservare con facilità anche in noi stessi.

La prima tra queste riguarda l'attesa di qualcosa di disastroso come se fosse talmente probabile da rendere superflue le fatiche quotidiane superiori a quelle minime indispensabili. Come a dire che quando si è davanti ad una difficoltà, mancano le forze per fare qualcosa che vada al di là dello stretto necessario. Tutto questo fa in modo che ogni normale sforzo di vita venga attenuato come se qualcosa potesse abbattersi su noi e ne rendesse vano l'impegno.

È assolutamente necessario reagire a questo rischio, dal momento che la conseguenza di tutto questo è una vita governata dalla paura, con scarsi risultati.  Per questi motivi la quotidianità deve procedere. Ricordiamo che la storia si ripete, cambiano le modalità, i metodi e gli individui, tuttavia le caratteristiche ed i motivi che spingono gli esseri umani a compiere certe azioni sono analoghe tanto a quelle del passato quanto a quelle dei tempi a venire.

La ricerca di potere è certamente il maggior fattore che muove le azioni nel corso della storia, ma insieme ad esso, il timore di non averne a sufficienza porta alla disperata ricerca di prevalere su chiunque. Non possiamo fermare la vita per non vivere la paura.

Dobbiamo continuare la nostra esistenza, pena il vivere annebbiati nel timore che qualcosa accada e che ci impedisca i progetti consueti. La storia umana e le paure che La nuovo e determinano, si ripetono senza fine, ma non per questo si devono arrestare i progetti che danno senso ai nostri giorni.

 

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