Caos Asl, le opposizioni: "Licenziato per aver rilasciato un'intervista, metodo stalinista"

Politica
visibility1851 - lunedì 22 giugno 2020
di Alessia Benelli
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Pronto soccorso Firenze
Pronto soccorso Firenze © fabbio

In queste ore i partiti di opposizione alla giunta di Enrico Rossi stanno attaccando duramente il centro-sinistra dopoché un dipendente e sindacalista della Asl è stato licenziato a seguito di un'intervista rilasciata al Tg2.

La questione è stata portata all'attenzione della stampa dal deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. "La sinistra alla guida della Regione Toscana non smentisce mai la sua arroganza: licenziare un sindacalista per un'intervista è semplicemente vergognoso, un atto in perfetto metodo stalinista. La decisione della Asl Toscana centro nei confronti del rappresentante della Cisl, reo a loro dire di essersi macchiato del grave delitto di aver rilasciato dichiarazioni al Tg2, è intollerabile. Rossi e il Pd una volta ancora si comportano come dei veri censori: come sempre non tollerano la verità". E' quanto dichiarato dall'onorevole in una nota stampa.

"Il Partito democratico ha affondato i suoi tentacoli in ogni angolo della macchina regionale, - sottolinea Donzelli - compresi ovviamente quelli della sanità. La sinistra predica bene quando si erge a paladina dei diritti e delle libertà, salvo poi razzolare molto male. Durante l'emergenza coronavirus sono stati commessi disastri: per loro la soluzione è oscurare e purgare chi ne parla - conclude Donzelli - anziché scaricare le colpe sugli altri è ora che questi signori se ne assumano le responsabilità e vadano a casa".

Dello stesso avviso Stefano Mugnai, parlamentare di Forza Italia e Coordinatore Regionale Forza Italia Toscana. "Abbiamo appreso dalla stampa locale, nei giorni scorsi, che la AUSL Toscana Centro ha licenziato un suo dipendente, delegato sindacale della Cisl-Fp di Firenze Prato, accusandolo, senza alcuna prova, di aver rilasciato un’intervista al TG2 sulla gestione dell’emergenza Coronavirus all’Ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli (Firenze) - fa sapere il deputato -. Una decisione folle, figlia di una ideologia di sinistra ,quella attuata dalla Sanità Toscana con metodi a nostro avviso preoccupanti . Ho provveduto subito pertanto a depositare una apposita interrogazione parlamentare per fare luce su questa ennesima pagina triste svoltasi nella nostra Regione"

"Voglio ricordare come già sottolineato chiaramente in una nota dalla Cisl - prosegue Mugnai - che nell’intervista, andata in onda il 17 Aprile scorso, una persona, in forma anonima, critica la gestione dell’emergenza nel nosocomio fiorentino, con affermazioni a giudizio della AUSL lesive del decoro e del prestigio aziendale. Un castello accusatorio basato solo su ipotesi in quanto dagli esperimenti tecnici eseguiti non è stato possibile addivenire alla certa identificazione del soggetto ignoto. Il delegato Fp-Cisl, operatore sociosanitario che lavora all’ospedale di Torregalli, ha ribadito di non essere il soggetto che ha rilasciato quell’intervista e pertanto il procedimento disciplinare che ha portato al suo licenziamento è illegittimo. Pertanto bene sta facendo il Sindacato nel ricorrere contro questa decisione presso il Tribunale di Firenze. Certi atteggiamenti e metodi attuati riconducono a momenti bui della storia e non lasciano assolutamente un’immagine seria e corretta della nostra Regione dal punto di vista non solo Istituzionale. Perchè arrivare al licenziamento senza prova certa? C’era forse la volontà di dare un segnale a tutto il sistema sanitario regionale, per evitare commenti sopra le righe a pochi mesi dalle imminenti Elezioni Regionali di settembre 2020? Una cosa è certa come Forza Italia andremo fino in fondo per conoscere la verità sia in Consiglio Regionale che in Parlamento, ed appena avremo la risposta dal Governo alla mia interrogazione,metteremo tutta la cittadinanza a conoscenza, con l’obiettivo di agire affinchè una vicenda simile non si ripeta più in futuro e sia risolta positivamente per il sindacalista".

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