Tre anni dall'omicidio Ciatti. Il padre: "L'unico condannato è Niccolò. Giustizia spagnola lenta"

Cronaca
visibility1014 - mercoledì 12 agosto 2020
di Alessia Benelli
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Niccolò Ciatti
Niccolò Ciatti © n.c

Sono passati tre anni dalla morte di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci che morì a causa delle botte ricevute durante una rissa mentre era in vacanza a Lloret de Mar.

"I giorni attorno al 12 agosto sono sempre difficili, sono giorni che vorremo cancellare ma non possiamo farlo. Ormai la nostra vita ruota attorno a quella terribile notte a Lloret de Mar ed a ottenere giustizia per Niccolò", afferma Luigi Ciatti: il padre-coraggio che da tre anni si batte perché i responsabili della morte del figlio abbiano una condanna.

Prima che scoppiasse la pandemia da Coronavirus il tribunale di Girona avrebbe dovuto iscrivere nel registro degli indagati anche il secondo ceceno: quello che nel famoso video della discoteca St. Trop indossava una maglia rossa. Al momento è in carcere solo il 27enne ex lottatore ceceno Rassoul Bissoultanov (in cella dalla notte della rissa), colui che si fede sferrare quello che è ritenuto essere il calcio mortale.

"Più volte il ceceno ha chiesto di essere scarcerato - prosegue Luigi - per fortuna la sua richiesta è sempre stata rigettata. Niccolò è l'unico ad aver avuto una condanna definitiva, i ceceni (per i tribunali) sono ancora innocenti. Spesso ci lamentiamo della giustizia italiana ma quella spagnola è ancora più lenta. Per esempio nel giro di due anni i reponsabili della morte di Duccio Dini hanno avuto una condanna in primo grado. Dopo 3 anni per Niccolò ancora non è partito il processo".

Luigi Ciatti e la moglie erano in vacanza in montagna quando la notte del 12 agosto 2017 ricevettero la chiamata di Simone, uno degli amici di Niccolò con il quale era andato in vacanza nella località della costa Brava. I coniugi salirono subito in macchina per arrivare a Girona, Niccolò si spense poche ore dopo il loro arrivo.

"Ormai ci limitiamo a sopravvivere per nostra figlia Sara e a ottenere giustizia per Niccolò, purtroppo la giustizia spagnola ci sta deludendo", spiega Luigi Ciatti.

Ci vorrà ancora del tempo per sapere tutto quello che successe al St Trop di Lloret de Mar, perché i tre ceceni si scagliarono così violentemente contro lo scandiccese. Fatto sta che la morte di Niccolò sconvolse tante persone. La città di Scandicci, ancora oggi, è tappezzata di striscioni che chiedono giustizia per il giovane.

Questa sera sarà celebrata una messa in ricordo di Niccolò alla chiesa di Casellina. Le celebrazioni si sposteranno poi in piazza della Resistenza dove amici e parenti indosseranno una maglia nera con disegnato il volto di Niccolò e la scritta 'Non dimenticatemi' e poi saranno accesi due fumogeni viola e uno bianco.



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