Cos'è l'acqua di san Giovanni: un antico rito da recuperare

Fiori ed essenze per uno dei riti propriziatori della notte di San Giovanni

Attualità
visibility7659 - mercoledì 24 giugno 2020
di Roberta Capanni
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iperico © pixabay

Molte persone questa mattina sui social hanno messo immagini della loro “acqua di san Giovanni” con cui questa mattina, secondo tradizione, si sono lavate il viso. Il dato potrebbe far riflettere e ci proponiamo di approfondire ma ciò che ci interessa ora è proprio l’Acqua di San Giovanni.

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno infatti si prepara l’acqua di san Giovanni che possiede, secondo le leggende, grandi poteri curativi e non solo. Infatti l’acqua di San Giovanni ha anche un forte potere di protezione personale e per gli eventi anche atmosferici.

Un rito propiziatorio antico. La notte del solstizio d’estate è stata ritenuta magica dalla notte dei tempi. E’ un simbolo di rinascita. L’uomo nel passato aveva un rapporto intimo con la natura e rispettoso, tanto da dedicarle riti a simboleggiare morte e rinascita nel continuo scambio delle stagioni.

Si accendevano grandi falò a rappresentare il sole e si preparava l’acqua di San Giovanni per fare tesoro della rugiada come simbolo della notte e della luna. In pratica si metteva fuori una ciotola con acqua e fiori di stagione, che raccogliendo poi anche la rugiada della notte diventava l'acqua di San Giovanni.

Nel mazzetto di fiori indispensabile “L’erba di san Giovanni” ovvero il prezioso e curativo iperico che con i suoi fiorellini gialli stellati ricopre un ruolo importante. A seguire malva, artemisia, menta, lavanda, papaveri, camomilla, rose e tutte le fioriture spontanee intorno a noi in questo preciso momento.

Un rito con grande valenza simbolica che oggi può rappresentare un momento di partecipazione con i cicli della natura spesso sempre più dimenticata.

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I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 26 giugno 2020 alle 08:18 :

    Quando la vita era povera e dura ringraziavamo Dio e la natura per quello che ci dava: Fichi, nocciole bacche, funghi, more e tante altre cose. Quando avevo sei - sette anni mia madre preparava questo rito e pretendeva che tutta la famiglia si lavasse il viso. Poi col tempo e il progresso si è perduta nel dimenticatoio come le fioriture delle strade di maggio nel nome di Maria Rispondi a Mugelli Giampiero