Riaperta da due giovani la bottega di Castagneto. Una bella storia

Per tuffarsi in questa avventura i due ragazzi hanno lasciato un lavoro fisso in altri ambiti

Attualità
visibility2716 - mercoledì 03 agosto 2022
di Lisa Baroncelli
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L'inaugurazione
L'inaugurazione © N. c.

E’ stata inaugurata mercoledì 20 luglio la bottega di Castagneto. I nuovi gestori sono due giovani di 24 anni originari di San Godenzo. Negli ultimi anni la bottega è stata chiusa e l’idea dei due ragazzi è stata accolta con grande entusiasmo dagli abitanti della frazione e da tutta la Comunità. 

Si tratta della tipica bottega presente dalla fine dell’800 sul territorio, quando le campagne erano popolate di tante persone. Come molte altre botteghe sopperiva a vari bisogni, da sali e tabacchi al telefono pubblico. Negli anni ‘60 del 900 con l’arrivo di muratori nella frazione di San Godenzo, alla vecchia proprietaria fu chiesto di ‘cucinare un pochino di più’ per sfamare gli operai. Siccome la signora di turno sapeva il fatto suo ai fornelli, quel pochino di più si è trasformato in un vero e proprio servizio di trattoria.

La bottega è sempre stata un punto di appoggio per le famiglie del posto e per i turisti che salivano a Castagneto d’estate, in visita alla Cascata del Doccione, all’antica Chiesa di San Giorgio a Petrognano o semplicemente a giocare nel campo di pallavolo tra le marronete. Oltre a questo l’ambiente è sempre stato l’unico luogo di aggregazione della frazione. 

Il locale è piccolo e familiare e, grazie alla creatività dei due giovani, adesso è completamente rinnovato al suo interno. “Per il momento abbiamo riaperto con il ristorante e ci dedichiamo a fare anche aperitivi, in futuro l’idea è quella di impegnarsi a tutto tondo anche come bottega ed offrire beni di prima necessità, dal filone di pane al latte – dice Cesare Fabbrucci, uno dei due gestori. “Abbiamo impostato l’accoglienza rivisitando i piatti locali ma mantenendo comunque viva la tradizione del mangiare del posto. Proponiamo pasta fresca fatta in casa, da tortelli a ravioli; taglieri, arrosti, bistecca”, continua Cesare.

I due ragazzi avevano entrambi un lavoro fisso in altri ambienti ma la passione per la cucina e la voglia di rimettersi in gioco investendo sul proprio territorio, li ha portati a questo cambiamento. “Abbiamo aperto con un contratto di sei anni. Siamo entusiasti di quest’avventura in cui ci siamo buttati, per noi e per il nostro paese. Ci intimoriscono solo le tasse, e l’arrivo dell’inverno”, sorride Cesare.

Gilberto Innocenti, l’altro gestore, è nipote dei proprietari. Per lui l’apertura ha anche un valore personale:

“Riaprire il vecchio negozio di mia nonna, dove si sono ambientate le tante storie che mio padre mi ha raccontato da bambino, è per me una grande emozione” – dice Gilberto – “Ho voglia di sviluppare idee nuove, come serate a tema. Abbiamo mantenuto il nome originale proprio perché è sempre stata chiamata così: ‘la bottega’, anche da chi veniva solo al ristorante, la sera.” – continua Gilberto. “Per questo primo anno, cercheremo di organizzarci al meglio. La gente di paese ha risposto bene alla nostra idea. Sono in molti ad essere già venuti a trovarci e in molti che hanno prenotato per i prossimi giorni e settimane. Cercheremo di raccogliere quelle che sono le esigenze di tutti”. 

L’Amministrazione ha reso omaggio alla nuova apertura con la presenza all’inaugurazione dell’intera Giunta capeggiata dal Sindaco che ha donato un piatto dipinto da un artista locale, promuovendo l’audacia dei giovani con una promessa: “Ci impegneremo a non far pagare la tari per i primi tre anni a questi ragazzi e alle nuove imprese similari che apriranno sul nostro territorio”, dice Emanuele Piani. “Si parla di resilienza e di capacità di adattamento. – continua Piani. “Negli ultimi anni San Godenzo ha registrato la nascita di una Casa editrice di libri; di un home restaurant a San Godenzo legato ad un giovane del paese che ha aperto in un vecchio casolare. A dimostrazione che i limiti del vivere in campagna si possono superare con intraprendenza e tenacia”, conclude il primo cittadino.

 

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