Superbonus in Mugello. Una buona e una cattiva notizia

La buona è la proroga per la nostra zona al 2025. Ma con il divieto di cessione ripetuta del credito d'imposta si rischia di bloccare i cantieri?

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di Redazione
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Si torna a parlare di superbonus 110%. Con una notizia positiva per il Mugello: ossia che sul nostro territorio, in quanto zona terremotata, questa importante opportunità è stata prorogata al 31 dicembre 2025:

Nello specifico la misura interessa tutti i comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

La conferma è arrivata con la pubblicazione in Gazzetta della Legge di Bilancio 2022: nessuna riduzione di percentuale per il 110 applicato agli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza. La riduzione graduale della percentuale è invece prevista nelle altri parti d’Italia.

C'è però un altro aspetto, in questo caso potenzialmente negativo. Ossia il divieto di cessione ripetuta del credito d'imposta, introdotto nel decreto legge sostegni ter, con l'intento di contrastare le frodi. Ma anche il presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Giovanni Salmistrari, ha lanciato l'allarme e affermato: «si rischia di mettere una pietra tombale all’operatività dei cantieri. Chiediamo al governo di stralciare la norma».

In questo contesto è molto polemica la riflessione politica di Claudio Ticci (consigliere comunale a Borgo San Lorenzo):

BONUS 110%: LA MANINA DEL GOVERNO DEI MIGLIORI
Nel decreto "Ristori ter" DIVIETO DI CESSIONE DI QUALUNQUE CREDITO D'IMPOSTA
 
Il Consiglio dei Ministri di venerdì 21 gennaio 2022 ha approvato il DL cosiddetto Ristori-ter il quale contiene tantissime novità, tra le quali ad esempio interventi in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico (ora si svegliano!!).

Poi arriva il Divieto di cessione di qualunque credito d’imposta. La norma infatti che vorrei evidenziare subito, a causa dell’impatto che temo avrà, è quella contenuta nell’art. 26 (della bozza del decreto, ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale) che introduce il divieto di cessione multipla di qualunque credito d’imposta, ad esempio per intenderci quelli edilizi quali il superbonus 110%, bonus facciate, ecc.

<> sono i termini utilizzati dalla norma. La motivazione naturalmente è da individuarsi nella necessità di stroncare il giro di frodi che si è avviato dietro a questi ingenti crediti d’imposta. Ma come sempre accade invece che assumersi le responsabilità di un mancato controllo ci rimettono tutti.

L’unica concessione del Governo ( il testo della bozza del Decreto, non è ancora disponibile la versione definitiva) è il periodo transitorio concesso che comunque non risolverà tutti i problemi. Il periodo transitorio, se sarà confermato nella versione definitiva, prevede che i crediti già ceduti alla data del 7/2/2022 possono costituire oggetto esclusivamente di un'ulteriore cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito.

Cosa può succedere in pratica???? Che questa norma comporterà un disastro a mio avviso per tanti contribuenti!!!
Ci sono tante pratiche avviate relative ad esempio al superbonus 110%, lavori già avviati, quindi impegni già assunti dal contribuente nei confronti delle aziende appaltatrici.
Ora il contribuente (o l’impresa edile che aveva già accettato la cessione del credito) si recherà in banca o alle poste per la cessione del credito.
L’istituto che dovrebbe accettare il credito non lo potrà a sua volta cedere ad altri. Quindi la banca che acquista il credito non lo può girare ad altri (ad esempio società del gruppo), se lo deve tenere.

A questo punto la banca potrà decidere di stoppare l’acquisizione di crediti perché potrebbe aver raggiunto il suo massimo importo utilizzabile.
Quindi non acquistando il credito del contribuente che sta ristrutturando casa il quale però ha già avviato i lavori e già si è impegnato al pagamento di quanto dovuto. Un macello insomma!!!

E magari il cittadino non ha soldi per pagare, perché contava sulla cessione del credito, magari già concordata verbalemente con la banca che ora potrà cambiare idea. Questa situazione nata a causa del divieto di cessione di qualunque credito d’imposta diventerà all’ordine del giorno.
E che succederà…? Un grossissimo guaio…  

Purtroppo per colpa dei soliti furbi e di questo Governo ASSURDO ci rimettono sempre i cittadini onesti. E’ assolutamente necessaria l’introduzione di una diversa norma transitoria, che contempli almeno i lavori già avviati.

Si parla poi di Contributi d’imposta per le aziende cosiddette energivore: a chi ha subìto un incremento del costo per KWh superiore al 30% rispetto al 2019 a causa dell’incremento dei costi dell’energia è riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.
Menomale è il Governo dei MIGLIORI..pensa te se era quello degli INCAPACI.

Claudio Ticci

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